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giovedì 3 ottobre 2013

Quando ci si avvicina alle arti marziali fin da piccoli.



Ogni persona ha le sue ragioni per avvicinarsi alle arti marziali. Ci si può infatti avvicinare alle arti marziali per ragioni e motivi diversi. 

 Chi ama le arti marziali, anche il cinema di arti marziali, prima o poi comincia a studiarle. 

 Tante persone vorrebbero imparare a difendersi e scelgono un' arte marziale perché pensano che possa aiutarli ad acquisire conoscenze specifiche, perfette per la difesa personale. 

 Gli atleti che si esercitano fin da piccoli nelle arti marziali, alle volte diventano tanto da bravi da partecipare alle competizioni. 

 Nelle arti marziali come il Karate e il Judo, è stato sviluppato sempre di più l' aspetto sportivo. 

 In un primo tempo questo è stato dovuto dalla necessità di far conoscere un po' in tutto il mondo, le arti marziali. L' aspetto spettacolare delle arti marziali, ha sempre rappresentato un' attrattiva reale per molte persone. Basti pensare a sport spettacolari come il Full Contact. 

 C'è anche una via filosofica alle arti marziali, una via legata alla possibilità di sviluppare l' equilibrio psicofisico ed il carattere. 

 Poche persone studiano le arti marziali da sole, come faccio io. E' un atteggiamento un po' atipico. Però si può fare. 

 Cominciare fin da piccoli può di certo essere molto positivo. Basti pensare a tanti campioni o maestri di arti marziali che hanno cominciato a studiarle fin da piccoli. 

 Si può di certo però cominciare anche in età più adulta. Ed alle volte si possono raggiungere anche dei buoni risultati.

martedì 1 ottobre 2013

Combattenti. Meglio non stilisti.



Secondo Bruce Lee, nelle arti marziali ci si fissa un po' troppo con gli stili. Gli atleti si aggrappano alle forme e questo li può limitare nel combattimento reale. 

 Essere troppo legato ad uno stile può creare un vero limite. Il livello di comprensione è più infantile. Per Bruce Lee essere maturi significa comprendersi interiormente. 

 Un atleta che riesca a superare il condizionamento meccanico, può riuscire a muoversi con semplicità. 

 Se un' azione è basata su un' idea, da essa viene prodotta altra resistenza. La conseguenza negativa è che viene a mancare la flessibilità. 

 E' importante uscire dagli schemi per adattarsi alle circostanze. La verità non è contenuta nei propri schemi. 

Bruce Lee era convinto che i modelli appresi durante lo studio delle arti marziali, potevano impedire agli atleti di conoscere se stessi. 

 Quando si studiano le arti marziali bisogna raggiungere una meta importante: diventare liberi. Una mente condizionata non è come una mente libera. 

E' importante liberarsi dei propri schemi, e del proprio passato. 

 La libertà nel combattimento, soprattutto in quello da strada, va persino al di là dei concetti di giusto o di sbagliato.

martedì 24 settembre 2013

Fare progressi nello studio delle arti marziali.



Studiando arti marziali da soli si può progredire nello studio delle stesse? Bisogna distinguere due casi. Quello di una persona che studia da sola e quello di una persona che frequenta una scuola ed ha un maestro. 

E' bene anche distinguere fra la capacità concreta di combattimento, la capacità di progredire nelle gare, e quella di fare progressi, sia spirituali, che filosofici. 

 Allenandovi da soli, sarete influenzati da due fattori importanti: lo studio, la volontà di andare avanti nei limiti delle vostre capacità, ed i limiti fisici. 

 Molto importanti sono anche i limiti fisici, che hanno un ruolo importante. E rappresentano un limite per il praticante. 

 Allenandovi da soli, avrete anche la possibilità di progredire nel corso degli anni, da un punto di vista filosofico e spirituale. Si impara col tempo ad affrontare le proprie paure ed a rafforzare il proprio sé. 

Potrebbe aiutarvi, studiare le filosofie orientali, come il buddismo zen. Sono parecchi i praticanti di arti marziali che si sono avvicinati a questa filosofia. L' ho fatto pure io. 

 Anche chi studia in una scuola, deve tener conto degli impedimenti che incontra, come le proprie caratteristiche fisiche.

 Lo studio in una scuola di arti marziali, avviene di solito per gradi, si migliora col trascorrere del tempo, con lo studio e l' impegno. 

 Non trascurate mai l' allenamento fisico, la palestra, anche l' allenamento con i pesi a casa, la corsa, l' uso della corda. Nella preparazione per le arti marziali è importante anche lo stretching.

venerdì 13 settembre 2013

Allenamento. La scelta del percorso.



Come scegliere un percorso, quando si comincia un allenamento nell' ambito delle arti marziali. Innanzitutto bisogna inquadrare il problema. 

 Il percorso di solito è standard quando si sceglie un' arte marziale tradizionale. L'evoluzione è per gradi, il maestro insegna. 

 Se vi allenate da soli, e cercate di fare Jeet Kune Do, il discorso è diverso. Potete anche cercare di seguire un percorso vostro. 

 Io ho cominciato a studiare diverse arti marziali, a comprare libri. Ho preso questa abitudine di comprare periodicamente libri di arti marziali per andare avanti nello studio. 

 Se fate una scelta simile alla mia, allora dovete fare però attenzione. Dovete stare attenti a non perdervi in tutti questi libri.

 Potete trovare nei libri un' infinità di tecniche, ma sicuramente non potrete utilizzarle tutte. Dovrete quindi selezionare quelle adatte a voi e che vanno bene per una persona che si allena da sola. 

 Quando una persona comincia a studiare arti marziali avrebbe voglia di imparare tante, ma tante tecniche, se studi il kung fu vorresti imparare non uno ma diversi stili. 

 Sicuramente deve essere bello imparare non uno ma diversi stili. E certi maestri effettivamente hanno una conoscenza molto ampia. 

 Bruce Lee stesso però, nel suo libro sul Jeet Kune Do accenna alla possibilità di sintetizzare scegliendo un numero limitato di tecniche. 

 Questo perché nel combattimento reale, alle volte bastano poche mosse, dato che il combattimento dura poco. 

 Quindi anche avere un repertorio limitato di tecniche efficaci, potrebbe in certi casi andare più che bene.

lunedì 2 settembre 2013

Sul combattimento libero e la difesa personale.



Un praticante di KUNG FU non può cimentarsi nel combattimento libero fino a quando non abbia appreso le posizioni e gli attacchi base al punto da applicarli istintivamente in ogni situazione. A questo scopo, ci si allena comunemente immaginando di avere di fronte un avversario; questa pratica, in ogni caso, non può sostituire completamente la preparazione che si ottiene con un avversario reale. Questi, infatti, presenta un bersaglio mobile il che non è concepibile nell' allenamento a vuoto o contro un bersaglio fisso. 

 Un avversario reale, inoltre, può contrattaccare a sua volta e ciò richiede una preparazione non solo ai movimenti di offesa ma anche a quelli di difesa. Lo scopo del combattimento libero è di esercitare in movimento contro uno o più avversari, tutti gli attacchi, le parate e i contrattacchi che erano stati precedentemente appresi individualmente. Esso è un vero e proprio test di versatilità, rapidità di risposta e di controllo. Permette inoltre di ampliare notevolmente la gamma degli attacchi studiati, attraverso un impiego assolutamente pratico. 

 Migliora inoltre ogni difetto di impostazione o preparazione, permettendo di incrementare equilibrio e stabilità, oltre che ogni tipo di attacco e di parata. L' essere colpiti in combattimento è altamente educativo: ci dimostra quanto sia difficile ottenere la perfezione attraverso il dolore morale e fisico causato da un attacco portato a segno dall' avversario e ci permette, attraverso l' esperienza, di perfezionare e arricchire il nostro bagaglio tecnico. In strada si incontrerà molto raramente un avversario pratico di arti marziali (questo discorso si riferisce ovviamente ai paesi occidentali); l' allenamento in palestra permette quindi di esercitarsi contro i più temibili tra gli avversari possibili. 

 (Fonte: John Armstead, Kung-Fu di Okinawa, Edizioni Mediterranee)

martedì 6 agosto 2013

I diversi aspetti delle arti marziali.



Questo blog, è il lavoro continuo che devo svolgere per aggiornarlo, mi ha portato a comprendere aspetti delle arti marziali che non conoscevo.

 Gli atleti che si dedicano alle arti marziali, fanno parte di solito di due categorie di persone. Se da un lato ci sono gli atleti, o i maestri, che sono persone di grande valore. Dall' altro esistono veri e propri picchiatori, che sono membri di scuole alle volte e sfidano altre scuole.

 Quando scelgo un video per un blog, evito quelli che sono troppo violenti, escludo anche le classiche sfide fra scuole o i combattimenti fatti per strada.

 Un importante aspetto delle arti marziali che non viene trascurato dai veri maestri e quello filosofico. Vi siete mai domandati per esempio quale è la fiolosofia del Karate.

 La filosofia del Karate.

 Gichin Funakoshi, interpretò il Karate-do come un sistema per liberarsi dai pensieri egoisti e malvagi, per arrivare ad avere una coscienza limpida.

 Funakoshi riteneva che il Karateka dovesse possedere umiltà interiore, e dovesse esternamente essere gentile. Poiché le lezioni di Karate che uno deve imparare sono molte, uno deve comportarsi con umiltà. E' importante imparare ad ascoltare, e ricevere le critiche.

 L' inventore dello Shotokan riteneva quindi la cortesia molto importante. Diceva che il Karate deve essere utilizzato solamente in situazioni rare, quando ad esempio uno deve atterrare qualcuno, o deve essere atterrato lui stesso.

 Secondo Funakoshi, i praticanti del Karate non dovrebbero farsi trascinare facilmente in una lotta. Un colpo dato bene da un praticante di Karate potrebbe portare alla morte dell' avversario.

martedì 30 luglio 2013

Allenarsi da solo! E' un' idea





Ho cominciato a praticare il kung fu Wing Chun otto anni fa. Abito a Catania, dove le scuole di arti marziali esistono. 

 Una scelta come la mia, può sembrare strana, però dovete considerare, che poiché però mi alleno in palestra con i pesi. 

Sicuramente allenarsi con un maestro di arti marziali è meglio. 

E si commettono errori.  In una palestra di arti marziali si apprende piano, e si ottengono va via delle cinture.

Non si pratica da soli, con altre persone, ma con altri allievi. Questo è particolarmente importante, dato che in tutte le arti marziali ci si allena a coppie. 

A seconda dell' arte marziale, potreste provare anche il desiderio di partecipare a qualche gare. Cerchiamo di capire adesso, i vantaggi che si possono avere allenandosi da soli. Vediamo un po'. Innanzitutto non si è vincolati a degli orari rigidi. 

E potete anche organizzare i vostri allenamenti. Potete scegliere, più di uno stile, scegliendo uno stile idoneo alle vostre doti fisiche. Allenandovi da soli potrete tralasciare l' aspetto agonistico, concentrandovi sull' aspetto di combattimento in sé. 

 Se il combattimento, e la difesa personale vi interessano poco, potete studiare i Kata, considerando, l' arte marziale solo come una forma ginnastica. Le ragioni per cui è importante allenarsi con i pesi. Molto spesso gli appassionati, si allenano anche con i pesi. 

Fin dai tempi antichi, tutte le persone che studiavano le arti marziali hanno cercato di irrobustire, la propria muscolatura. Se prendiamo un' arte marziale come il Full Contact, i praticanti si allenano con i pesi, si vede subito che i suoi praticanti, sono molto preparati da un punto di vista muscolare. 

Non tutti però, possono frequentare le palestre. Che fare allora? L' allenamento da portare avanti è molto stressante, non dovete cercare, non dovete cercare di ottenere i risultati che raggiungono molti amanti del fitness, o dei veri e propri body builder. Può servire.

lunedì 22 luglio 2013

La tradizione delle arti arti marziali. Punti deboli. Qi gong.



Nelle arti marziali esiste un elemento di imitazione, che riguarda tanto gli istruttori che gli allievi, ciò è presente in ogni uomo. Ciò è legato alle tradizioni, agli stili. Nelle arti marziali gli innovatori sono pochi. I vari insegnanti credono che lo stile che praticano è il migliore. 

Ogni stile ha dei modelli ritmici, che caratterizzano le tecniche. Per Bruce Lee, soffermarsi realmente sugli stili può significare non comprendere veramente che cos'è il vero combattimento, ciò perché il contenuto degli stili è un insieme di tecniche che portano l'atleta lontano dalla realtà del combattimento. Ciò perché il combattimento è nella realtà qualcosa di diverso, più naturale. 

Per Bruce Lee le persone che fanno arti marziali nelle maggioranza dei casi seguono degli schemi rigidi. Questo perché succede che cercano di fare qualcosa molto di simile ad un combattimento reale. Nel combattimento, quello vero, i movimenti non rispecchiano degli schemi, ma cambiano di continuo. Il combattimento è vivo. 

 Bruce Lee nel suo libro sosteneva, che in una vera situazione di rischio, non si seguono degli schemi. Quindi la loro utilità è criticabile. Per Bruce Lee esiste la libertà, dove non è presente una sorta di condizionamento meccanico. Il Qi gong per la salute. Del qi gong ho già parlato. E' una ginnastica, simile alla ginnastica morbida. 

Secondo molti questo tipo di ginnastica può aiutare le persone a diventare più longeve. Lo scopo e dare salute e longevità aiutando il risveglio e la circolazione di un' energia che chiamata qi. Il tai chi ed il qi gong fanno bene alla salute, e questo ormai appurato anche in Occidente.

lunedì 8 luglio 2013

Jeet Kune Do. Cosa farei se fossi più giovane e avessi più tempo.



Sicuramente il mio rapporto con lo studio del Jeet Kune Do sarebbe stato diverso se fossi stato più giovane e avessi avuto più tempo libero .

 Io non studio presso una scuola, ma per conto mio, questo comporta delle differenze di studio rispetto a chi ha un maestro, non indifferenti. 

 Dopo aver letto il libro di Bruce Lee, pur continuando ad allenarmi nel Kung fu Wing Chun ho cominciato a studiare anche altre marziali. 

 Il mio approccio nello studio del Jeet Kune Do è stato quindi un approccio, legato alla ricerca. Lo studio di diverse arti marziali. 

 Se fossi stato più giovane e avessi avuto il tempo libero non avrei cominciato a studiare però da solo. Avrei frequentato delle palestre. 

 Forse avrei cominciato con lo studio del Karate, studiando per anni per prendere una cintura nera, poi magari avrei fatto quattro cinque anni di Ju Jitsu, ed altrettanti di Aikido. 

 Per una questione di gusto personale, penso che se avessi potuto cominciare fin da piccolo nello studio mi sarei interessato soprattutto di arti marziali giapponesi. 

 Naturalmente avrei frequentato anche dei corsi di Jeet Kune Do, possibilmente cercando un maestro veramente qualificato. 

 Avrei fatto quindi sicuramente delle scelte differenti. In realtà ho cominciato a studiare da grande e per conto mio e questo mi ha portato ad un metodo di studio molto più dilettantistico.

martedì 18 giugno 2013

Il miglioramento per gradi nelle arti marziali.



Per diventare istruttori o maestri nelle arti marziali sono necessari degli anni. Non è una cosa che si può fare da un momento all' altro.

Nel karate ci sono le cinture. Si prendono nel corso degli anni e bisogna sostenere degli esami. Il sistema è stato studiato a dovere.

In linea generale credo che solo gli studenti più volenterosi portano a termine il percorso di studio completo nelle arti marziali.

E chi si allena da solo? Naturalmente se ti alleni da solo non puoi prendere cinture, né puoi diventare un istruttore oppure un maestro?

Ne vale la pena allora? Non è meglio andare subito alla ricerca di un buon maestro e iscriversi nella sua palestra?

Se volete fare le cose veramente per bene,si . O se aspirate a diventare istruttori o maestri lo è di certo. Ma se i vostri propositi sono più limitati allora potete allenarvi anche a casa.

Se aspirate ad imparare un po' di difesa personale potete farlo di certo anche da soli. Naturalmente in caso di aggressione non sarete magari altrettanto preparati. Potreste anche diventare molto bravi, ma in linea generale non me la sento di dirvi che diventerete degli esperti.

Fermo restando che in caso di combattimento da strada tutto rimane sempre a livello di incognita. Se poi l' altro avversario è armato di coltello o pistola le cose diventano ancora più problematiche. Io personalmente in questi ultimi due casi invece di reagire mi limiterei a dare i miei soldi al ladro.

Ci sono esperti di arti marziali però che sono capaci di difendersi sia da persone armate di coltello che di pistola. Parliamo però di veri esperti.

venerdì 7 giugno 2013

I video di arti marziali. Le loro differenze e le loro caratteristiche.



Vorrei spendere ancora un po' di parolare sui video di arti marziali. Da quando ho aperto questo blog ne vedo tanti, cercò di scegliere sempre quelli che ritengo più adatti al blog. Tanti li lascio perdere.

Ci sono anche molti video violenti, che non ritengo potrebbero contribuire in modo positivo alla sua crescita.

Naturalmente qualcuno potrebbe ribattere, che il combattimento vero non è mai stato bello da guardare. Che se vieni aggredito una sera da uno psicopatico, non puoi metterti a fare un balletto.

Bruce Lee stesso nel suo libro Jeet Kune Do, spiega che nel caso di uno scontro reale, bisogna essere realmente pronti a fare del male al proprio avversario, in certi casi se la propria vita è a rischio si deve essere pronti persino ad uccidere.

Al di là di questi discorsi, ho cercato di non inserire nel blog, video tanto violenti da rasentare il cattivo gusto.

I video che guardo su Internet appartengono di solito alle seguenti categorie:

1. video di gare. Ad esempio sul Karate sportivo

2. video di combattimenti da strada. Non li metto mai sul blog

3. brevi lezioni di maestri di arti marziali, inerenti di solito la difesa persona. Sono molto interessanti

4. video che mostrano l' esecuzione di Kata. Li ritengo istruttivi.

5. Sfide fra maestri di arti marziali diverse. Mi sembra di averne messi uno o due su questo blog.

venerdì 31 maggio 2013

A proposito dei libri di arti marziali...



Se avete intenzione di allenarvi da soli allora avete anche bisogno di dei libri di arti marziali da cui studiare.

Potete scegliere di studiare una sola arte marziale come ad esempio il Karate, oppure ne potete studiare più di una.

Avete anche la possibilità di comprare l' originale libro di Bruce Lee sul Jeet Kune Do, e dopo averlo letto con attenzione, scegliere altri libri, cominciando un vero e proprio studio che tenga in considerazione gli insegnamenti di Bruce.

Una delle cose che mi ha colpito più favorevolmente degli insegnamenti di Bruce Lee è che in base alle caratteristiche psicofisiche degli allievi, li portava a studiare certe tecniche specifiche.

Allo stesso modo in base a quelle che sono le vostre caratteristiche potreste cercare di maturare a poco a poco uno stile personale. Per esempio se siete particolarmente portati a dare pugni, e per varie ragioni non siete molto bravi invece con i calci, potreste cominciare uno studio sulla boxe.

Per quanto riguarda i libri, i migliori sono naturalmente quelli ricchi di fotografie e con delle spiegazioni abbastanza approfondite.

Certe volte potrebbe essere necessario acquistare dei libri stranieri perché più completi.

Non comprate troppi libri, vi confondereste e non riuscireste più a capire cosa studiare. Scegliete quelli che ritenete i migliori e che pensate potrebbero fare al caso vostro.

giovedì 9 maggio 2013

Ho deciso mi alleno da solo! E' un' idea intelligente?



Ho cominciato a praticare il kung fu Wing Chun da solo, diversi anni fa. Abito a Catania dove le scuole di arti marziali non mancano.

Una scelta come la mia, allenarmi da solo, può sembrare strana, dovete considerare però che mi alleno in palestra con i pesi da dodici anni e che quindi non ho molto tempo.

Sicuramente allenarsi con un maestro è meglio. Si può imparare in modo più approfondito senza commettere stupidi errori.

In una normale palestra di arti marziali si apprende piano piano, per gradi, e si ottengono via via le varie cinture.

Non si pratica da soli, ma con gli altri studenti. Questo è particolarmente importante perché in tutte le arti marziali sono previsti degli esercizi a coppie.

A seconda della palestra e dell' arte marziale scelta potreste essere spinti a impegnarvi sempre di più per partecipare a delle gare.

Cerchiamo di capire adesso quali vantaggi si possono avere ad allenarsi da soli. Vediamo un po'. Qualche vantaggio ci sarà in fondo no?

Innanzitutto non siete vincolati a degli orari rigidi. In base al tempo a vostra disposizione potrete organizzare i vostri allenamenti.

Potrete studiare più di uno stile, scegliendo le tecniche che ritenete più idonee alle vostre doti fisiche.

Allenandovi da soli potrete tralasciare l' aspetto agonistico o prettamente scolastico o filosofico per concentrarvi sull' arte di combattimento in sé.

Se il combattimento e la difesa personale vi interessano molto poco, allora potrete eseguire dei Kata, considerando l' arte marziale solo come una forma di ginnastica.

Infine gli allenamenti non devono essere molto lunghi, ma potete spezzarli e distribuirli all' interno della giornata.

giovedì 2 maggio 2013

Da Jeet Kune Do. L' importanza di comprendere le tecniche di combattimento.



Per capire le tecniche è necessario tener presente che esse consistono di numerosi movimenti condensati. All' inizio essi possono apparire goffi, sgraziati, ma quando cominci ad apprenderli scoprì che in realtà goffi non sono, perché una buona tecnica comprende rapidi cambiamenti, grande varietà e grande velocità. Può essere un sistema di alterne vicende paragonabile al concetto di Dio e del Diavolo. Nel rapido susseguirsi degli eventi quale dei due avrà la meglio? Quello che si muove con la rapidità del fulmine? Secondo i Cinesi, si. Cogli l' essenza delle arti marziali e assorbila fino a farla diventare una seconda natura. Solo così puoi capire a fondo e puoi avere uno stile tuo, libero, personale. Raggiunto questo traguardo, saprai che non esistono limiti.

Guardati dalle tecniche fisiche.

Alcune arti marziali sono molto popolari perché sono belle da vedere, caratterizzate da tecniche fluenti, scorrevoli. Ma attenzione! Sono come un vino che è stato annacquato non è vero vino, non è un vino buono, un prodotto genuino. Altre fanno meno figura, però - come sai – hanno un non so che, un tocco di autenticità, il sapore della genuinità. Sono come le olive. Il loro sapore può essere aspro, dolce-amaro. Ma l' aroma persiste. E impari ad apprezzarle. Mentre nessuno ha mai apprezzato un vino annacquato.

(Fonte: autore: Bruce Lee, Jeet Kune Do, Edizioni Mediterranee)

martedì 30 aprile 2013

L' evoluzione di un atleta o aspirante tale che si allena da solo.



Mi alleno da otto anni. Ne ho già parlato. Tutto è cominciato quando ho trovato un libro di arti marziali sullo scaffale di una libreria. Un libro che in copertina portava l' immagine di Bruce lee.

Da allora il numero di libri di arti marziali che possiedo e aumentato notevolmente. Ho portato avanti una ricerca personale sull' argomento. Il libro che preferisco è ancora però il primo che ho comprato.

Allenandosi da soli ci si è evolve nella conoscenza di un arte marziale. Io ho notato in me dei progressi dopo un paio d'anni, le tecniche che avevo studiato erano ormai bene interiorizzate

Con la pratica continua aumenta anche la capacità di concentrazione. Si riesce ad essere più presenti in ogni cosa che si fa. Può migliorare persino il buon umore.

Oggi si parla sempre più spesso di cambiamenti di consapevolezza e di nuova coscienza, e se si va a cercare chi li ha sperimentati ci si accorge che spesso sono o praticanti di yoga o meditazione, oppure di arti marziali. E' successo anche a me.

Quando vi allenate da soli non dovete aspirare a diventare dei picchiatori o dei grandi maestri. La cosa importante è fare dei progressi nella padronanza delle tecniche e nella propria abilità a difendersi.

Abitiamo in città in cui non di rado si verificano situazioni pericolose, scatenate da delinquenti o da psicopatici o ubriaconi. Una certa conoscenza delle tecniche di difesa personale, secondo me non è inutile.

mercoledì 24 aprile 2013

Le diverse facce delle arti marziali.



Da quando gestisco questo blog ho avuto modo di comprendere meglio le arti marziali sotto diversi aspetti. Avevo già letto diversi libri, fra cui Jeet Kune Do di Bruce Lee da cui prende il nome questo stesso blog. Ma la mia continua ricerca di video, mi ha portato a comprendere aspetti delle arti marziali che mi sfuggivano.

Ho notato che gli atleti che si dedicano alle arti marziali si possono distinguere quanto meno in due categorie. Da un lato gli atleti veri, che sono dei veri sportivi, o dei maestri di grande valore nell' arte che hanno studiato. Dall' altro ci sono dei veri e propri picchiatori, e sono questi che spesso vincono nelle sfide fra scuole. Infine, ma si tratta forse di un numero meno cospicuo di persone ci sono dei veri fanatici.

Di solito quando scelgo i video per il blog, scarto tutti quelli che sono troppo violenti, comprese le sfide fra scuole. Non mi sembra il caso di farli vedere agli utenti. Nessuno vi vieta di cercarveli per conto vostro però.

Un aspetto che non viene trascurato dai veri maestri è quello filosofico. Ad esempio vi siete chiesti mai qual' è la filosofia del Karate?

Filosofia del Karate

Gichin Funakoshi interpretò il -kara- del Karate-dō con il significato di -purificare se stessi da pensieri egoisti e malvagi, perché solo con una mente e coscienza limpida il praticante può comprendere la conoscenza che riceve-. Funakoshi riteneva che il karateka doveva essere -interiormente umile ed esternamente gentile-. Solamente comportandosi umilmente si può essere aperti alle molte lezioni del Karate. Questo può essere fatto solamente attraverso l'ascolto ed attraverso la ricezione delle critiche. Egli considerava la cortesia di primaria importanza. Diceva che -il Karate viene propriamente applicato solo in quelle rare situazioni in cui uno deve davvero atterrare qualcuno o essere da lui atterrato-. Funakoshi ha ritenuto insolito per un appassionato l'utilizzo del Karate in uno scontro fisico reale più di una volta nella vita. Egli disse che i praticanti di Karate -non devono mai essere facilmente trascinati in una lotta-. Resta inteso che un colpo scagliato da un vero esperto potrebbe significare la morte. Risulta chiaro che coloro i quali fanno un uso distorto di ciò che hanno imparato portano disonore a se stessi.

(fonte: Wikipedia, l' enciclopedia libera)

domenica 21 aprile 2013

Arti marziali. Tanti stili diversi, tante differenze, come scegliere?



Quello delle arti marziali è sicuramente un panorama molto vasto. Ne esistono molte, ciascuna con le sue peculiarità.

La più famosa di tutte è forse il Karate. Il Karate a sua volta è diviso in diversi stili. Tanto per ricordarne qualcuno: lo Shotokan, il Wado-ryu, il coreano, e quello più antico di Okinawa.

Di solito una persona si avvicina al mondo delle arti marziali, o perché rimane affascinato dopo aver visto diversi film, basti pensare a quelli leggendari di Bruce Lee, o perché vorrebbe imparare a difendersi. A me è successo per entrambi i motivi.

Molte arti marziali sono state sdoganate nel mondo proprio grazie al cinema. Si pensi al Kung fu, o al Krav Maga che è diventato famoso dopo l' uscita di un film con Jennifer Lopez.

Così come esistono diversi stilidi di Karate, lo stesso identico discorso vale per gli stili di Kung fu. Si parla in questo caso di stili del nord, stili del sud, stili duri, stili morbidi, stili interni e stili esterni. Il panorama è molto ampio.

Una persona che si trovasse nelle condizioni di dover iniziare la pratica di un' arte marziale, potrebbe rimanere confusa di fronte a tutta questa offerta. Naturalmente se abitate in una piccola città o in un paesino non ci saranno così tante palestre da coprire tutte le arti marziali esistenti.

Come scegliere allora? La prima cosa che dovete chiedervi è se vi interessa più una forma particolare di arte marziale perché vi affascina, o se siete interessati solo all' aspetto della difesa personale.

Per la difesa personale potrei consigliarvi ad esempio: il krav maga o il Ju Jitsu. Sono due arti marziali studiate appositamente per la difesa.

Ma se vi piace ad esempio il TaiJi Quan, perché lo trovate adatto al vostro fisico, alla vostra indole, e vi affascina, perché non dovreste studiarlo anche se si basa rispetto alle due arti marziali cui ho accennato prima su principi diversi?