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lunedì 22 dicembre 2014
mercoledì 12 novembre 2014
sabato 19 ottobre 2013
Il ginocchio contro tre avversari non animati.
Nella foga di un combattimento siete scivolati per terra e vi trovate in ginocchio mentre tre avversari tentano di colpirvi. Il primo tenta di colpirvi al volto con un calcio frontale; parate con le braccia a x il suo attacco e colpitelo con la palma d' acciaio allo stomaco.
Il secondo tenta allora di colpirvi con un calcio laterale alla testa: parate imprigionando la sua gamba tra le vostre braccia e con un brusco movimento proiettatelo lontano al suolo. Questo causerà certamente la rottura della gamba e del ginocchio del vostro avversario. L' ultimo, infine, tenta di colpirvi alla nuca da dietro, con un pugno discendente; parate allora con due mani, imprigionando così il suo braccio.
Lo proietterete allora al di sopra della vostra spalla a terra tenendo il suo braccio durante la caduta. Questa azione ha due scopi: rompere il braccio, del vostro avversario e mantenerlo ancora a stretta distanza da voi. Potrete così neutralizzarlo con un colpo pala d'acciaio vibrato al plesso solare.
(Fonte: John Armstead, Kung fu di Okinawa, Edizione Mediterranee)
giovedì 10 ottobre 2013
Il Kung Fu, le origini e la storia.
Una delle espressioni più tipiche della cultura e dello spirito della Cina sono le arti marziali. In Occidente il Kung Fu è conosciuto come Wushu.
E' nato e si è sviluppato parallelamente alla storia della Cina, un grande territorio a lungo segnato dalle guerre contro i popoli invasori, e da lotte interne molto cruente.
La Cina aveva un assetto politico sociale di tipo feudale. Questo assetto spinse la comunità a provvedere in modo autonomo alla propria difesa.
Da ciò seguì la nascita di molti sistemi di combattimento, che a secondo del luogo erano anche studiati per adattarsi alle caratteristiche fisiche e psicofiche dei praticanti.
Bisogna andare all' era preistorica per avere le prime testimonianze, riguardo al combattimento, quando la clava e le pietre erano gli unici strumenti utili al combattimento.
In seguito la clava diventò bastone, e con le dovute modifiche diventò una lancia. Con l' avvento del bronzo e del ferro, la lancia venne perfezionata.
Con il miglioramento dei mezzi e delle tecniche il combattimento migliorò, da strumento di sopravvivenza assunse valenze superiori, e diventò arte e intrattenimento.
Nel periodo degli Stati combattenti, la passione per le armi e le tecniche marziali era diffusa sia tra i militari che fra il popolo.
Ci sono pervenute anche interessanti testimonianze sulle abilità raggiunte in quel periodo da uomini e donne.
Per regolare i rapporti fra i vari Stati venivano organizzate sfide, e capitava di incontrare persone che mostravano le proprie cicatrici, a testimonianza del coraggio e del valore in combattimento.
martedì 24 settembre 2013
Fare progressi nello studio delle arti marziali.
Studiando arti marziali da soli si può progredire nello studio delle stesse? Bisogna distinguere due casi. Quello di una persona che studia da sola e quello di una persona che frequenta una scuola ed ha un maestro.
E' bene anche distinguere fra la capacità concreta di combattimento, la capacità di progredire nelle gare, e quella di fare progressi, sia spirituali, che filosofici.
Allenandovi da soli, sarete influenzati da due fattori importanti: lo studio, la volontà di andare avanti nei limiti delle vostre capacità, ed i limiti fisici.
Molto importanti sono anche i limiti fisici, che hanno un ruolo importante. E rappresentano un limite per il praticante.
Allenandovi da soli, avrete anche la possibilità di progredire nel corso degli anni, da un punto di vista filosofico e spirituale. Si impara col tempo ad affrontare le proprie paure ed a rafforzare il proprio sé.
Potrebbe aiutarvi, studiare le filosofie orientali, come il buddismo zen. Sono parecchi i praticanti di arti marziali che si sono avvicinati a questa filosofia. L' ho fatto pure io.
Anche chi studia in una scuola, deve tener conto degli impedimenti che incontra, come le proprie caratteristiche fisiche.
Lo studio in una scuola di arti marziali, avviene di solito per gradi, si migliora col trascorrere del tempo, con lo studio e l' impegno.
Non trascurate mai l' allenamento fisico, la palestra, anche l' allenamento con i pesi a casa, la corsa, l' uso della corda. Nella preparazione per le arti marziali è importante anche lo stretching.
lunedì 23 settembre 2013
L' equilibrio fra il corpo e lo spirito nel Jeet Kune Do.
Bruce Lee era dell' idea che l' atleta che studia il Jeet Kune Do, dovrebbe cercare di raggiungere l' equilibrio fra il corpo e lo spirito.
Tutte le volte che bisogn cominciare un combattimento, è importante cercare di ristabilire il proprio equilibrio.
Il corpo deve essere difeso da una buona guardia. Il colpi dell' avversario devono essere intercettati, soltanto così ci si può difendere.
Dovete cercare di imparare a combattere veramente, quando combattete rimanete sempre in movimento.
I bersagli che scegliete dovete riuscire a colpirli. Non dovete fallire. E' molto importante riuscire a passare in modo immediato dalla difesa al contrattacco.
Osservate attentamente il vostro avversario, cercate di adeguarvi in modo da poter contrattaccare in modo efficace.
La difesa.
E' importante anche studiare il modo per attaccare l' avversario.
Il vostro avversario dovete prevederlo, studiatene attentamente lo stile. Osservatelo nei suoi movimenti e nelle sue mosse.
Nell' avversario dovete anche cogliere i momenti di stanchezza, e lottate per fargli perdere l' equilibrio. Imparate a spostarvi in modo corretto, e mantenete il vostro senso dell' equilibrio.
La via spirituale
Le arti marziali oltre che come sistema di difesa personale, possono anche essere seguite come una via spirituale.
Questo avviene spesso attraverso la pratica dei Kata. I movimenti dei Kata vanno eseguiti in sequenza. Ciò aiuta la concentrazione.
Nelle filosofie come lo Zen è molto importante la concentrazione.
(Fonte: Bruce Lee, Jeet Kune Do, Edizioni Mediterranee)
lunedì 22 luglio 2013
La tradizione delle arti arti marziali. Punti deboli. Qi gong.
Nelle arti marziali esiste un elemento di imitazione, che riguarda tanto gli istruttori che gli allievi, ciò è presente in ogni uomo. Ciò è legato alle tradizioni, agli stili. Nelle arti marziali gli innovatori sono pochi. I vari insegnanti credono che lo stile che praticano è il migliore.
Ogni stile ha dei modelli ritmici, che caratterizzano le tecniche. Per Bruce Lee, soffermarsi realmente sugli stili può significare non comprendere veramente che cos'è il vero combattimento, ciò perché il contenuto degli stili è un insieme di tecniche che portano l'atleta lontano dalla realtà del combattimento. Ciò perché il combattimento è nella realtà qualcosa di diverso, più naturale.
Per Bruce Lee le persone che fanno arti marziali nelle maggioranza dei casi seguono degli schemi rigidi. Questo perché succede che cercano di fare qualcosa molto di simile ad un combattimento reale. Nel combattimento, quello vero, i movimenti non rispecchiano degli schemi, ma cambiano di continuo. Il combattimento è vivo.
Bruce Lee nel suo libro sosteneva, che in una vera situazione di rischio, non si seguono degli schemi. Quindi la loro utilità è criticabile. Per Bruce Lee esiste la libertà, dove non è presente una sorta di condizionamento meccanico. Il Qi gong per la salute. Del qi gong ho già parlato. E' una ginnastica, simile alla ginnastica morbida.
Secondo molti questo tipo di ginnastica può aiutare le persone a diventare più longeve. Lo scopo e dare salute e longevità aiutando il risveglio e la circolazione di un' energia che chiamata qi. Il tai chi ed il qi gong fanno bene alla salute, e questo ormai appurato anche in Occidente.
domenica 21 luglio 2013
Sull' importanza dei Kata e sulla scelta dell' arte marziale da praticare.
Bruce Lee non credeva nell' importanza dei Kata, li riteneva inutili. Aveva studiato parecchie arti marziali, e aveva anche studiato la loro applicazione in situazioni di combattimento reali come le risse da strada. Era giunto alla conclusione che lo studio dei Kata non può aiutare veramente le persone in queste condizioni di combattimento reale.
Io studio arti marziali per conto mio, e obbiettivamente studio anche i kata, e non li ritengo del tutto inutili. Credo come altri che potrebbero anche servire a imparare qualcosa sul combattimento. Naturalmente esistono sistemi molto più efficaci. Fra i tanti vi sono proprio quelli insegnati, da Bruce Lee. Mi sembra naturale che certi maestri abbiano cercato di insegnare metodi più efficaci rispetto ai Kata per imparare a combattere.
I maestri tradizionali però ritengono che ripetere continuamente le sequenze dei Kata serva a imparare a reagire in modo automatico ad un eventuale attacco. Io pratico i Kata perché si può studiare il karate oppure il kung fu, oltre che per imparare a difendersi, per seguire una via di sviluppo spirituale, una via del ricerca del sé. C' è anche chi dice che se Bruce Lee, avesse vissuto più a lungo avrebbe introdotto nel suo stile di Kung fu qualcosa di molto simile ai Kata.
Io penso che è possibile, però nel suo libro Jeet Kune Do, Bruce non parla dei Kata, ma parla effettivamente, di tecniche, di vere tecniche da combattimento e di sistemi di allenamento un po' diversi, basati sulla libera espressione in combattimento. Riguardo invece a quale arte marziale o corso scegliere come ci si deve muovere. Dipende anche da quelle che sono le vostre aspettative.
Se siete più indirizzati alla difesa personale potreste provare a praticare il kung fu oppure il Jeet Kune Do. Anche il Ju Jitsu è un bel sistema di difesa personale. Ed è composto da tante tecniche. Oggi non viene più insegnato quello antico, ma degli stili più moderni.
venerdì 5 luglio 2013
Cenni sull' attacco e sull' uso del sacco.
Il sacco sostituisce l' avversario, dobbiamo stargli di fronte, distendere il braccio, avvicinandoci o allontanandoci, fin quando pugno e sacco non entrano in contatto.
Non bisogna avventarsi sul sacco cercando di colpirlo con tutta la propria forza, facendolo oscillare da una parte e dall' altra con un solo colpo. Se il colpo viene dato bene anzi, il sacco deve muoversi appena.
E' importante quindi misurare la distanza dal sacco, assumere la posizione di guardia, colpire con il diretto sinistro, rientrare in posizione di guardia.
L' attacco nel Jeet Kune Do.
Nel suo libro Bruce Lee affronta molte questioni legate al combattimento. E' un libro abbastanza completo da questo punto di vista.
Bruce Lee riteneva che quando si attacca con un diretto, è molto importante cambiare di continuo la posizione della testa. In certi momenti si può anche spostare la mano arretrata innanzi a quella avanzata in modo da disorientare l' avversario.
Nel momento in cui si colpisce con un diretto ci sono dei fattori importanti: bilanciare il proprio corpo, prendere la mira, avere una buona coordinazione ed essere rapidi, sforzarsi di mettere nel pugno la massima potenza.
Il pugno più importante in tutti gli sport da combattimento è il diretto. Questo è il pugno che mantiene l' atleta esposto per un tempo minore.
Quando l' avversario è confuso, un affondo di tipo diretto può rivelarsi molto efficace. E diventa ancora più efficace se l' avversario fa un passo avanti. Si può concludere questo post ricordando che il diretto è un pugno di importanza fondamentale, se si considera la lotta da un punto di vista scientifico.
mercoledì 3 luglio 2013
Il confronto fra il Jeet Kune Do ed altre arti marziali.
Si può fare un confronto fra il Jeet Kune Do ed altre arti marziali? Si può dimostrare la sua maggiore efficacia come sistema di difesa personale?
Io ritengo che non sia una questione tanto semplice. Innanzi tutto, bisogna considerare che ci sono atleti più forti e dotati di maggiore talento e atleti meno forti. Quindi non si può escludere il punto di vista soggettivo. Puoi essere anche bravo nel Jeet Kune Do, ma se pesi cinquanta chili e ti trovi davanti un pugile che ne pesa cento, non credo che tu abbia tutte queste possibilità.
Fatta questa premessa ci si può chiedere se il sistema di insegnamento sia più efficace rispetto a quello di altre arti marziali.
Qui entra in gioco un altro elemento importante. La bravura e la competenza del maestro. Non tutti i maestri sono bravi, certi sanno trasmettere molto bene i loro insegnamenti, altri sono meno dotati di talento da questo punto di vista.
Avere studiato presso un maestro competente e di valore ha molta importanza. Potete studiare anche da soli come faccio io, ma in quest' ultimo caso non potete pretendere di raggiungere grandissimi risultati. Potete imparare un po' di difesa personale.
Detto questo, è bene non dimenticare che quando Bruce Lee ha creato il Jeet Kune Do ha cercato di eliminare dal suo stile tutto ciò che riteneva inutile nelle arti marziali, in base all' esperienza che aveva maturato nel corso di tanti anni.
Le sue idee quindi sono valide, ma vanno inserite nel contesto filosofico da lui creato. Bruce Lee si è posto soprattutto il problema del combattimento reale, quello che si potrebbe verificare per strada, a causa dell' aggressione di un delinquente.
In questo senso non credo abbia molto da invidiare ad arti marziali destinate alla difesa personale come il Krav Maga ed il Ju Jitsu.
sabato 22 giugno 2013
Considerazioni su Bruce Lee e la questione dei Kata.
Nei tre post precedenti ho riportato le parti di un articolo che prendeva una posizione un po' diversa da quella di Bruce Lee riguardo l' importanza dei Kata.
Tante persone in Italia e all' estero praticano il Karate. Il Karate si impara in parte attraverso lo studio dei Kata.
Bruce Lee non dava molta importanza ai Kata, anzi forse il contrario, tanto che se non ricordo male era arrivato a considerare inutili, persino quelli dello stile di kung fu che aveva studiato da ragazzo il Wing Chun.
Cosa posso dire io, appassionato di arti marziali, riguardo a questo argomento. I kata e le forme sono importanti o no? Io personalmente li studio e non li ritengo nemmeno inutili. Mi rendo conto però che anche se sono importanti per allenare il corpo, e per allenare la concentrazione, difficilmente possono portarci a sviluppare un' abilità particolare in combattimento.
Da questo punto di vista, sono perfettamente d' accordo con Bruce Lee. Il combattimento reale, quello che si svolge per strada, quando si ha la sfortuna di subire un' aggressione e si reagisce è sicuramente qualcosa di molto diverso.
Io penso che Bruce Lee avesse in parte ragione. D' altra parte quando ha sviluppato i principi del suo stile il Jeet Kune Do, ha tenuto conto dei rischi reali che si corrono quando si combatte con un vero avversario. Quindi ha cercato di distillare l' essenza delle arti marziali, ciò che realmente può servire in combattimento.
Nulla toglie però che una persona che ama le arti marziali, considerandole non solo sistemi da combattimento, ma delle vie per sviluppare l' autocontrollo e forse un po' anche il proprio spirito, attribuisca ai kata un' importanza molto superiore rispetto al creatore del Jeet Kune Do.
sabato 8 giugno 2013
Le idee che ho maturato negli anni riguardo la difesa personale.
Prima di diventare un amatore, e un autodidatta delle arti marziali avevo un' immagine di queste arti che derivava fondamentalmente dai film che si vedono al cinema.
Che i film di arti marziali abbiano influenzato l' immaginazione di moltissime persone nel mondo è un dato di fatto. In tanti hanno cominciato a praticarle dopo aver visto un certo numero di film.
Nei film però oltre alle esagerazioni che spesso non mancano, si bada molto alla coreografia dei combattimenti. Il combattimento reale è una cosa diversa.
E' più tempo passa, più me ne rendo conto. Inoltre nella mia vita ho assistito casualmente ad un certo numero di risse e posso assicurarvi che sono decisamente diverse.
Inizialmente pensavo che bastasse conoscere una sola arte marziale per imparare a difendersi da qualsiasi aggressore. Oggi non ne sono troppo convinto. Oggi non ho la stessa considerazione per tutte le arti marziali.
Sono dell' idea che chi voglia imparare la difesa personale dovrebbe imparare tecniche provenienti da arti marziali differenti. Questo concetto di difesa viene anche espresso da Bruce Lee nel suo libro Jeet Kune Do.
Personalmente ritengo che non è necessario conoscere moltissime tecniche, sicuramente però non basta conoscere solo tecniche di pugno e di piede. Leve, strangolamenti, proiezioni, spazzate, queste tecniche secondo me sono importanti.
martedì 7 maggio 2013
Oltre lo stile. Per un combattimento efficace.
Ho già accennato che essere vincolati a troppi schemi, apparteneti allo stile di un' arte marziale per Bruce Lee non è positivo. Bruce Lee riteneva che questo potesse pregiudicare la capacità di combattimento di un atleta.
In un combattimento libero, essere vincolati a questi schemi di fronte a un avversario che lotta con istinto e naturalezza è negativo perché potreste muovervi senza flessibilità e vivacità.
Ripetere degli schemi ritmici vi porta a perdere nei movimenti del combattimento genuinità. Troppi modelli da seguire limitano un atleta che non riuscirà ad esprimersi nel migliore dei modi.
Muoversi con rapidità non appena è necessario è la cosa migliore. Cercare la spontaneità questa è la cosa più importante.
Un atleta condizionato da un sistema specifico di combattimento, tende a combattere in modo stilizzato e questo lo limita.
Come ho già detto in un altro post, Bruce Lee non credeva nei Kata, riteneva che portassero negli atleti un pericoloso fattore di identificazione, che impediva loro di esprimersi.
Percepire direttamente nel combattimento è importantissimo per confrontarsi con l' avversario nel migliore dei modi.
In combattimento è importante riuscire a colpire in qualsiasi direzione. Attenersi rigidamente a uno stile può significare scegliere la mossa sbagliata nel momento opportuno. Ed essere quindi sconfitti.
lunedì 8 aprile 2013
Qualche interessante considerazione sulla difesa personale.
In questo blog ho già inserito molti interessanti video sulla difesa personale. Scegliere i video, cercarli su youtube, mi ha già in questo breve lasso di tempo arricchito culturalmente.
Devo dire che molte delle cose che pensavo sulla difesa personale pur non rivelandosi false non erano corrette al cento per cento.
La mia visione della difesa personale deriva in parte dal libro di Bruce Lee, Jet Kune Do. Il concetto di difesa personale di Bruce Lee è molto realistico, e ha come punto di partenza, una valutazione attenta della realtà.
Bruce Lee spiega chiaramente che il vostro avversario in un combattimento da strada – scaturito magari da un' aggressione – potrebbe non soltanto volervi fare del male, ma addirittura potrebbe combattere per uccidervi.
Che questo concetto non sia sbagliato lo dimostra la grande quantità di aggressioni che sono realmente finite male, nel corso degli anni.
Nonostante tutto però certi video che ho visto su Internet, e che non ho pubblicato perché li ho ritenuti troppo violenti, mi hanno portato a riflettere un po' su tutto quello che ho imparato sulla difesa personale fino a questo momento.
Praticamente, basta guardare i video sul Jeet Kune Do per notare l' abilità degli atleti che lo praticano e la loro reale maestria in combattimento.
Ho visto però dei video, in cui i combattenti si spingevano molto oltre. Video di combattimenti reali. Vero Kumite.
Ecco in questi video gli avversari finivano a terra avvinghiati, e si colpivano quando riuscivano a divincolarsi dalla stretta dei rivali, con dei violenti pugni alla testa. Sembravano delle vere bestie.
Fra l' altro questi combattimenti dopo i primi istanti si svolgevano prevalentemente a terra e non sembravano nemmeno dei combattimenti, ma per me che sono un civile, rasentavano la follia.
Ho compreso però che questo è realmente ciò che può succedere in un combattimento. Finire a terra avvinghiati ad un avversario.
Che sia forse il caso di mettersi a studiare lotta greco romana?
giovedì 21 febbraio 2013
Arti marziali. L' importanza dei kata. Indispensabili o no?
In quasi tutte le arti marziali, è previsto lo studio dei kata, si tratta di forme predefinite in cui si imparano tramite la continua ripetizione, le tecniche principali.
Un ' arte marziale in cui i kata sono importantissimi è il Karate. In quest' arte marziale a seconda dello stile, sono più o meno numerosi. Ho un libro sul Karate di okinawa tanto per fare un esempio in cui ci sono ben 18 kata.
Nel Kung fu esistono tre forme predefinite. Quindi rispetto al Karate è decisamente più sintetico. In sport da combattimento come il full contact, invece, mi sembra che i kata siano del tutto assenti.
Tramite lo studio e la pratica continua dei kata un praticante di arti marziali dovrebbe giungere pian piano ad una sempre miglior padronanza dello stile e delle tecniche.
Sull' importanza dei kata le opinioni sono però differenti. Un numero più limitato di praticanti di arti marziali non li ritiene così importanti. La ragione che viene data è che in realtà i kata non servono per sviluppare quell' abilità che servirebbe in caso di combattimento reale.
Io sono dell' opinione che siano abbastanza importanti. Soprattutto per chi si allena da solo. Sicuramente se confronto arti marziali come il Kung fu ed il Karate con il Full contact, l' impressione netta che ho è che i praticanti di Full contact siano molto più pericolosi.
Nel Full contact viene messa un' attenzione particolare allo sviluppo della forma fisica e della potenza muscolare dell' atleta.
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