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venerdì 4 ottobre 2013

La boxe. E' utile per l'allenamento?



Quali sono gli attrezzi che possono ritornare utili quando una persona si allena da sola? Esistono parecchi attrezzi. 

 E' molto importante la corda per saltare. Si usa molto nella boxe, ma è importante anche per chi pratica il Karate.

 I piccoli pesi. Ci si può allenare anche con i piccoli pesi, esercitandosi a dare pugni. I pesi naturalmente vanno stretti nelle mani. 

 I guantoni. Serviranno sia per colpire il sacco, che qualche altro supporto. 

 Il sacco per la boxe. E' uno strumento utile, che può aiutare a sviluppare potenza e una buona reattività durante il combattimento. 

 Il Makiwara. E' lo strumento fondamentale, per l' allenamento del Karate, e serve a rafforzare le mani ed i piedi. Lo si può anche costruire. Si può ordinare anche in un negozio on line, che vende attrezzature sportive.  
L' uomo di legno. E' uno strumento, che è utile per le persone che praticano il Kung Fu, Wing Chun. 

 Gli stili di Kung Fu non sono tutti uguali. Il Jeet Kune Do di Bruce Lee è uno dei migliori. 

 Riguardo gli stili di Kung Fu, non sono tutti allo stesso livello. Il JKD è uno dei migliori. 

 Per Bruce Lee, mentre certi stili di Kung Fu sono genuini, altri lasciano molto a desiderare. 

 L' allenamento al sacco da boxe. 

 Bruce Lee integrò nel Jeet Kune Do, i principi della boxe. 

 Per allenarsi nel Karate c' è il Makiwara, uno strumento tradizionale. Ci si può allenare anche riempiendo una pentola di sabbia. 

Un sacco da boxe, può essere utile quando ci si allena da soli. Non è indispensabile però è utile. 

Utilizzare un sacco da boxe, può aiutare ad aumentare la forza dei colpi. Colpendo un sacco in movimento, diventano più forti le gambe, aumenta la velocità e la precisione.

venerdì 5 luglio 2013

Cenni sull' attacco e sull' uso del sacco.



Il sacco sostituisce l' avversario, dobbiamo stargli di fronte, distendere il braccio, avvicinandoci o allontanandoci, fin quando pugno e sacco non entrano in contatto. 

 Non bisogna avventarsi sul sacco cercando di colpirlo con tutta la propria forza, facendolo oscillare da una parte e dall' altra con un solo colpo. Se il colpo viene dato bene anzi, il sacco deve muoversi appena. 

 E' importante quindi misurare la distanza dal sacco, assumere la posizione di guardia, colpire con il diretto sinistro, rientrare in posizione di guardia. 

 L' attacco nel Jeet Kune Do. 

 Nel suo libro Bruce Lee affronta molte questioni legate al combattimento. E' un libro abbastanza completo da questo punto di vista. 

 Bruce Lee riteneva che quando si attacca con un diretto, è molto importante cambiare di continuo la posizione della testa. In certi momenti si può anche spostare la mano arretrata innanzi a quella avanzata in modo da disorientare l' avversario. 

 Nel momento in cui si colpisce con un diretto ci sono dei fattori importanti: bilanciare il proprio corpo, prendere la mira, avere una buona coordinazione ed essere rapidi, sforzarsi di mettere nel pugno la massima potenza. 

 Il pugno più importante in tutti gli sport da combattimento è il diretto. Questo è il pugno che mantiene l' atleta esposto per un tempo minore. 

 Quando l' avversario è confuso, un affondo di tipo diretto può rivelarsi molto efficace. E diventa ancora più efficace se l' avversario fa un passo avanti. Si può concludere questo post ricordando che il diretto è un pugno di importanza fondamentale, se si considera la lotta da un punto di vista scientifico.

mercoledì 29 maggio 2013

Cosa sconsiglio di fare a chi vuole allenarsi da solo.



Allenarsi da soli, a casa propria deve essere una scelta motivata da delle ragioni valide. Questo perché allenarsi da soli comporta comunque dei problemi. Non è la stessa cosa che allenarsi in palestra con un maestro ed altri ragazzi.

Innanzitutto se vi allenate con dei pesi a casa dovete farlo con attenzione. Vi sconsiglio di fare esercizi come lo squat, che è meglio fare in palestra, dato che possono comportare dei rischi per la vostra schiena. In linea generale evitate tutti gli esercizi che portano ad appesantire la schiena con dei carichi non indifferenti.

Anche se fate corsa, non eccedete. Un quarto d'ora o mezz'ora, due o tre volte la settimana sono sufficienti.

Ancora, se utilizzate il sacco è importante che imparate a fasciarvi le mani nel modo giusto. Dovete anche imparare a colpirlo correttamente. Non dovete piegare i polsi, altrimenti vi fate male.

Obbiettivamente non vi consiglio nemmeno di cercare un amico o un conoscente per allenarvi a due. Se proprio volete farlo, fatelo, ma tenete a mente però che potrebbero succedere dei piccoli incidenti. Potreste farvi male ad una mano per esempio.

Fondamentalmente se vi allenate da soli, potete studiare senza grossi problemi i kata, i colpi, e le sequenze di colpi. Potete anche allenarvi al sacco o al makiwara, prendendo le giuste precauzioni.

Forse vi sembrerò un po' eccessivo, ma se volete fare le cose per bene e continuare ad allenarvi per anni – io lo faccio da otto – è bene che cerchiate di non farvi male.

domenica 26 maggio 2013

La distanza nella boxe.



Il sacco nel pugilato, così come tutti gli altri attrezzi specifici utilizzati, rappresenta l' avversario. Per stabilire la distanza dall' avversario quindi dovremmo metterci di fronte al sacco, distendere il braccio anteriore (sinistro) e avvicinarci o allontanarci con piccoli passi fin quando fra il braccio teso con pugno chiuso e il sacco non si stabilisce il contatto.

Una cosa difficile da far capire a quanti iniziano a praticare la boxe, è che non ci si deve avventare sul sacco per colpirlo con tutta la forza di cui si è capaci, contenti e orgogliosi di averlo fatto oscillare da una parte all' altra con un solo colpo, perché stranamente, al contrario di quanto si crede, per imparare a lavorare al sacco, quest' ultimo ogni volta che viene colpito, se il colpo è bene eseguito, non deve muoversi, o al limite, muoversi appena.

Più riusciamo a tenerci l' avversario vicino, mentre lo stiamo lavorando, meno ci sbilanceremo pregiudicando la nostra difesa e più possibilità avremo di continuare a lavorarlo per preparare uno o più colpi determinanti.

Il pugilato non è fatto di un solo pugno, ma di un lavoro lungo e costante che varia in funzione dell' avversario.

Vere e proprie strategie che mirano a obiettivi molto precisi, ma l' argomento è lungo e più complesso, ne parleremo nel prossimo manuale, ora torniamo al nostro lavoro.

Per imparare a mantenere costante la distanza dall' avversario e rimanere in una zona di relativa sicurezza, ciò che dovremo fare sarà:

1. misurare la distanza dal sacco

2. assumere la posizione di guardia

3. colpire con il diretto sinistro

4. rientrare in posizione di guardia

Abbassare il mento, tenere le mani alte e guardare sempre l'avversario.

(Fonte: Boxe at Gleason's Gym, Edizioni Mediterranee, autore Wilson Basetta)