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giovedì 13 febbraio 2014

Il contrattacco e l' attacco nel Jeet Kune Do.

Il contrattacco è un' arte sottile, sicura per la chi esercita e più nociva per chi la subisce. Di solito si pensa solo all' attacco vedendolo come qualcosa di pericoloso. 

Utilizzare la forza quando si attacca, alle volte non da buoni risultati, dato che l' avversario si muove nella stessa direzione della forza. 

 Fra due lottatori, di solito ha la meglio quello che contrattacca. Chi attacca si espone di più, rispetto a chi rimane nella posizione di guardia. 

(Bruce Lee, Jeet Kune Do, Edizioni Mediterranee)

giovedì 9 gennaio 2014

Tecniche JKD. Calci contro stinco/ginocchio



Che tipo di calci sono? I seguenti: in avanti diritto, in avanti in basso, da dentro in fuori, da fuori in dentro. 

 Ed un avversario che ha la parte destra avanzata? Come si attacca. Naturalmente è giusto individuare la tecnica giusta. 

 La cosa migliore è calciare velocemente, dando la giusta forza. E' importante comprendere come superare la distanza, in modo da interferire in modo tempestivo nel movimento dell' avversario.

mercoledì 6 novembre 2013

Il contrattempo nel Jeet Kune Do



Attaccare senza prima essersi assicurati il controllo del tempo di movimento e della posizione della mano dell' avversario è da sprovveduti. 

 Quindi un lottatore intelligente, si serve, di ogni mezzo per provocare un colpo d' arresto. Il colpo d' arresto permette di controllare la mano o la gamba dell' avversario.

 L' attacco per seconda intenzione, è un movimento premeditato utilizzato contro gli avversari abituati a tentare colpi d' arresto o attacchi all' interno di altri attacchi. Si tratta quindi di attaccare non appena il partner compie un movimento di offesa. 

 Il contrattempo è una strategia grazie alla quale si porta l' avversario ad attaccare in tempo, in modo da impossessarsi o di liberarsi della sua mano, e poi attaccare o rispondere. Non si tratta tanto di provare il colpo d' arresto, ma di stornare la parata con perfetta tempestività. 

 Per ridurre al minimo il rischio di venire colpiti nello spazio di azione dell' avversario, e per eseguire il movimento di contrattempo bisogna valutare bene la distanza. 

 Perché il movimento in contrattempo abbia successo è importante nascondere le proprie intenzioni e indurre l' avversario ad eseguire il colpo d' arresto. Quando il colpo viene parato, è importante che l' avversario non abbia la possibilità di riprendere la posizione di guardia. 

 Un colpo d' arresto può essere provocato in diversi modi. Invitando l' avversario, eseguendo finte senza coprirsi, mediante falsi attacchi. Può essere proficuo rispondere opponendosi: immobilizzando il colpo d' arresto, o con attacchi evasivi. 

 (Bruce Lee, Jeet Kune Do, Edizioni Mediterranee)

lunedì 4 novembre 2013

L' importanza delle finte nel Jeet Kune Do



Per ridurre al minimo il pericolo di un contrattacco è necessario far procedere l' attacco da una finta. 

Un leggero movimento della mano, un colpo a terra con il piede, possono causare una situazione che compromette la coordinazione. E' un meccanismo riflesso, e nemmeno anni e anni di esperienza atletica possono eliminare gli effetti degli stimoli estranei. 

 Tuttavia una finta non è efficace se non costringe l' avversario a muoversi. Il successo deriva semplicemente da un movimento attacco. 

 Le finte efficaci sono quelle decise, espressive e minacciose. Nel JKD è costruito sulle finte e sulle azioni ad esso legate. La finta è un affondo simulato che porta l' avversario a parare in modo corrispondente. E mentre esso si occupa delle parate, la mano dell' attaccante si allontana dalla sua, che è intenta a parare. La finta è composta da un affondo falso e da un affondo vero evasivo. 

 L' affondo falso è un braccio in estensione con un movimento leggero del busto. L' affondo vero viene eseguito con un allungo. L' affondo falso deve sembrare vero al punto da indurre l' avversario a contrastare la minaccia. L' affondo falso deve sembrare vero per convincere l' avversario ad eseguire la parata. 

 Se precedono un calcio e l' avanzamento da lontano le finte vanno effettuate col braccio esteso. Se le esegui dopo una parata, puoi raggiungere l' avversario senza dover fare un allungo, tieni il braccio flesso e spostati provvedendo alla copertura con la mano arretrata.

 (Bruce Lee, Jeet Kune Do, Edizioni Mediterranee)

Gancio con la mano avanzata



Più il lottatore è versatile, mentalmente vigile, più è in grado di sferrare colpi da angolazioni diverse. 

Il gancio con la mano avanzata deve essere usato con intelligenza. Risulta molto valido, soprattutto contro un diretto lungo o contro una sventola. 

Quando l'avversario ha la tua stessa posizione, puoi colpire con la mano avanzata mentre abbassa la mano arretrata. Di solito dopo aver eseguito una stoccata con la mano avanzata. 

Contro un avversario che si difende l' unico modo per penetrare la sua difesa e creare aperture per pugni di altro tipo. 

 Il gancio con la mano avanzata può essere adottato contro l' avversario, per qualche ragione, non ha la possibilità di schivarlo. 

 E' più efficace perché è fondamentalmente un' arma valida sulla breve distanza che si può usare nel momento in cui l' avversario si avvicina. E' meglio provare prima con un diretto. 

 Perché il gancio con la mano avanzata sia efficace è meglio fingere un cross con la mano arretrata. I pugni vanno variati: dall' alto in basso, dal basso in alto, singolarmente oppure anche in combinazione. Per accorciare le distanze vanno bene anche le stoccate e le finte. 

 Un buon pugno nel corpo a corpo è il gancio, quello con la mano avanzata. Proviene di lato, dall' esterno del campo visivo, ed è efficace. Fra l' altro elude la guardia. Nel corpo a corpo da risultati validi, soprattutto quando un avversario è stato prima raggiunto da un diretto. 

 Uno dei bersagli più semplici da colpire è il tronco.

martedì 29 ottobre 2013

Jeet Kune Do. L' importanza della coordinazione.



Un' atleta esperto si muove con facilità, anche durante lo sforzo massimo. Non si muove in modo goffo.

Un atleta che si muove goffamente, che non riesce a trovare la distanza giusta e calcola di continuo, non può arrivare a sorprendere l' avversario, che fa sempre trapelare le sue intenzioni, senza riuscire a trovare la giusta coordinazione.

Un atleta che ha coordinazione, si muove invece con grazia e fluidità, quasi che entri ed esca dall' azione slittando senza sforzi.

Agisce quindi con tempestività ed i suoi movimenti hanno ritmo. Riesce quindi ad imporre all' avversario un ritmo complementare. Può anche utilizzare questo ritmo a suo vantaggio grazie al perfetto controllo dei propri muscoli.

 Surclassa l' avversario, grazie alla propria iniziativa, e si muove convinto di quel che fa, sicuro della vittoria e fiducioso.

 La potenza 

 E' precisa soltanto la manovra fatta da un atleta capace di non perdere l' equilibrio. Il corpo dell' atleta deve essere così forte da rimanere ben bilanciato durante l' azione.

 In un corpo potente gli impulsi nervosi fanno contrarre un numero di fibre sufficiente, e impulsi inibitori riducono la resistenza dei muscoli antagonisti. Questo rende ottimale sia l' efficienza, che la forza.

 Può capitare che un atleta che debba affrontare una situazione che non gli è familiare tenda a mobilitare eccessivamente le forze muscolari. Compia quindi uno sforzo superiore al necessario.

 E' potente non l' atleta forte ma quello che sa usare la forza con rapidità.

 (Fonte: Bruce Lee, Jeet Kune Do, Edizioni Mediterranee)

sabato 19 ottobre 2013

Il ginocchio contro tre avversari non animati.



Nella foga di un combattimento siete scivolati per terra e vi trovate in ginocchio mentre tre avversari tentano di colpirvi. Il primo tenta di colpirvi al volto con un calcio frontale; parate con le braccia a x il suo attacco e colpitelo con la palma d' acciaio allo stomaco.

 Il secondo tenta allora di colpirvi con un calcio laterale alla testa: parate imprigionando la sua gamba tra le vostre braccia e con un brusco movimento proiettatelo lontano al suolo. Questo causerà certamente la rottura della gamba e del ginocchio del vostro avversario. L' ultimo, infine, tenta di colpirvi alla nuca da dietro, con un pugno discendente; parate allora con due mani, imprigionando così il suo braccio. 

 Lo proietterete allora al di sopra della vostra spalla a terra tenendo il suo braccio durante la caduta. Questa azione ha due scopi: rompere il braccio, del vostro avversario e mantenerlo ancora a stretta distanza da voi. Potrete così neutralizzarlo con un colpo pala d'acciaio vibrato al plesso solare. 

(Fonte: John Armstead, Kung fu di Okinawa, Edizione Mediterranee)

lunedì 23 settembre 2013

L' equilibrio fra il corpo e lo spirito nel Jeet Kune Do.



Bruce Lee era dell' idea che l' atleta che studia il Jeet Kune Do, dovrebbe cercare di raggiungere l' equilibrio fra il corpo e lo spirito. 

 Tutte le volte che bisogn cominciare un combattimento, è importante cercare di ristabilire il proprio equilibrio. 

Il corpo deve essere difeso da una buona guardia. Il colpi dell' avversario devono essere intercettati, soltanto così ci si può difendere. 

Dovete cercare di imparare a combattere veramente, quando combattete rimanete sempre in movimento. 

I bersagli che scegliete dovete riuscire a colpirli. Non dovete fallire. E' molto importante riuscire a passare in modo immediato dalla difesa al contrattacco. 

 Osservate attentamente il vostro avversario, cercate di adeguarvi in modo da poter contrattaccare in modo efficace. 

La difesa. 

 E' importante anche studiare il modo per attaccare l' avversario. 

 Il vostro avversario dovete prevederlo, studiatene attentamente lo stile. Osservatelo nei suoi movimenti e nelle sue mosse. 

 Nell' avversario dovete anche cogliere i momenti di stanchezza, e lottate per fargli perdere l' equilibrio. Imparate a spostarvi in modo corretto, e mantenete il vostro senso dell' equilibrio. 

 La via spirituale 

 Le arti marziali oltre che come sistema di difesa personale, possono anche essere seguite come una via spirituale. 

 Questo avviene spesso attraverso la pratica dei Kata. I movimenti dei Kata vanno eseguiti in sequenza. Ciò aiuta la concentrazione. 

 Nelle filosofie come lo Zen è molto importante la concentrazione. 

 (Fonte: Bruce Lee, Jeet Kune Do, Edizioni Mediterranee)

mercoledì 31 luglio 2013

Perché un attacco può elusivo nel Jeet Kune Do?



Per Bruce Lee, nel momento in cui si attacca, è importante spostare la posizione della testa. Può essere utile posizionare la mano arretrata in modo confondere l' avversario.

Se colpisci con un diretto:

1. provare a bilanciare il corpo

2. cercare di prendere la mira

3. agire in modo tempestivo

4. dare al pugno la massima potenza

 Il pugno più importante è il diretto. Si tratta fra l' altro del pugno che mantiene l' atleta non esposto.

Un diretto con affondo è molto efficace, quando l' avversario si trova in uno stato di indecisione, e prima di portare, e prima porta avanti la mano e poi la tira indietro.

Il diretto è un pugno importante. Soprattutto da un punto di vista, della lotta considerata in modo scientifico. 

Bruce Lee studio e sviluppo un sistema di difesa che si chiama Jeet Kune Do, dopo aver studiato oltre a Kung Fu, anche il Karate, la boxe e la scherma. I pugni in questa arte marziale sono molto importanti. 

Combattimento senza stile.

 Bruce Lee riteneva che nelle arti marziali esiste questa eccessiva tendenza a fissarsi con gli stili. Certe volte gli atleti si fissano troppo con le forme legate ad uno stile, e questo può limitare nel vero combattimento.

 Praticamente bisognerebbe cercare di andare al di là del proprio stile. Altrimenti si rimane ad un livello di comprensione più infantile.

 Per rendere nel combattimento bisogna abbandonare gli schemi per adattarsi le circostanze.

 Secondo Bruce Lee, nelle arti marziali bisogna liberarsi degli schemi. Con una mente libera.

sabato 18 maggio 2013

Il diretto con la mano avanzata nel Jeet Kune Do.



E' dalla posizione di guardia che si colpisce con il diretto con la mano avanzata, senza compiere altri tipi di movimento.

La posizione va mantenuta fino alla fine, a partire dal momento in cui si sferra il diretto. In un momento successivo dovrete essere capaci di colpire il bersaglio tenendo la mano in qualsiasi posizione, cogliendo qualsiasi occasione favorevole.

Combattendo in questo modo aggiungerete velocità alle vostre azioni mantenendo nello stesso tempo nascoste le vostre intenzioni.

E' la mano arretrata che consente la difesa. Se colpite con la mano avanzata evitate l' errore tipico di tenere poggiata sul fianco la mano arretrata.

E' proprio grazie alla mano arretrata che potete aiutare quella avanzata. Ciò serve a rendere l' attacco un' offesa difensiva.

Se con la mano avanzata colpite il tronco dell' avversario tenete alta la mano in guardia per poter eventualmente contrattaccare.

(Fonte: Bruce Lee, Jeet Kune Do, Edizioni Mediterranee)

venerdì 17 maggio 2013

Attacco e difesa. Il senso del corpo nel Jeet Kune Do.



Secondo Bruce Lee l' atleta che si dedica allo studio del Jeet Kune Do deve cercare di raggiungere un buon equilibrio fra il corpo e lo spirito.

E' importante cercare di ristabilire il proprio equilibrio quando si sta per cominciare un combattimento.

Il corpo va difeso con una buona guardia. E' importante imparare ad intercettare i colpi dell' avversario.

Cercate di imparare a combattere in modo vivace, durante il combattimento tenetevi sempre in movimento.

I bersagli vanno colpiti. Non dovete fallire.

Imparate a passare velocemente dalla difesa al contrattacco.

Imparate ad osservare il vostro avversario in combattimento in modo da riuscire ad adeguarvi e contrattaccare efficacemente.

La difesa

Studiate anche il modo di attaccare dell' avversario.

Cercate di anticipare le mosse dell' avversario, di prevederle, studiatene lo stile.

Imparate a cogliere nell' avversario i momenti di stanchezza, cercate inoltre di fargli perdere l' equilibrio.

Imparate a spostarvi correttamente mantenedo il vostro senso dell' equilibrio.

(Fonte: Bruce Lee, Jeet Kune Do, Edizioni Mediterranee)