Una delle espressioni più tipiche della cultura e dello spirito della Cina sono le arti marziali. In Occidente il Kung Fu è conosciuto come Wushu.
E' nato e si è sviluppato parallelamente alla storia della Cina, un grande territorio a lungo segnato dalle guerre contro i popoli invasori, e da lotte interne molto cruente.
La Cina aveva un assetto politico sociale di tipo feudale. Questo assetto spinse la comunità a provvedere in modo autonomo alla propria difesa.
Da ciò seguì la nascita di molti sistemi di combattimento, che a secondo del luogo erano anche studiati per adattarsi alle caratteristiche fisiche e psicofiche dei praticanti.
Bisogna andare all' era preistorica per avere le prime testimonianze, riguardo al combattimento, quando la clava e le pietre erano gli unici strumenti utili al combattimento.
In seguito la clava diventò bastone, e con le dovute modifiche diventò una lancia. Con l' avvento del bronzo e del ferro, la lancia venne perfezionata.
Con il miglioramento dei mezzi e delle tecniche il combattimento migliorò, da strumento di sopravvivenza assunse valenze superiori, e diventò arte e intrattenimento.
Nel periodo degli Stati combattenti, la passione per le armi e le tecniche marziali era diffusa sia tra i militari che fra il popolo.
Ci sono pervenute anche interessanti testimonianze sulle abilità raggiunte in quel periodo da uomini e donne.
Per regolare i rapporti fra i vari Stati venivano organizzate sfide, e capitava di incontrare persone che mostravano le proprie cicatrici, a testimonianza del coraggio e del valore in combattimento.
Il Wushu, fa parte della cultura cinese, la Cina è una delle civiltà più antiche del mondo; in quanto parte di quella cultura anch' esso è antico e complesso.
E' diviso in diversi stili e metodi, e per questa ragione è difficile catalogare e descrivere le diverse tecniche.
Esplorare l' ampio repertorio tecnico del Kung Fu è difficile e non è facile rendere ad esso la dovuta importanza in poco spazio.
Il Kung fu è avvolto da un mistero, che dipende dal modo poco chiaro e scientifico con cui viene trattato.
E' un argomento che andrebbe trattato sotto un profilo soprattutto tecnico, lasciando perdere le esteriorità folcloristiche, che si aiutano l' immaginazione, ma allontanano il praticante dalla realtà tecnica, o lo portano a illudersi.
Lo portano a illudersi in quanto lo portano a credere di poter compiere gesti improbabili, che sono reali solo nei contesti cinematografici.
Nel Kung fu, non ci sono segreti o tecniche magiche, ma solo una visione più ampia e profonda dell' arte marziale, che spesso deve fare i conti con i limiti personali di praticanti ed insegnanti.
E' bene porre attenzione ai movimenti ed alle tecniche che si ritrovano più spesso in palestra, con l' applicazione delle sequenze scelte fra le più semplici, alla portata di tutti.
Esistono molti stili. Stili del nord, stili del sud. Un' altra divisione è quella fra stili interni e quelli esterni.
C'è poi il Kung fu Shaolin, originatosi nel monastero Shaolin. E' lo stile originario da cui sono derivati tutti gli altri.
(Fonte: Kung Fu Wushu, autore: Antonello Casarella, De Vecchi Editore)
Vivo a Catania e pratico il Kung fu, Wing Chun, da più di otto anni. Per curiosità ho acquistato ai tempi un manuale di Y. Jim Lee, e ho pensato di provare ad allenarmi ancora. Pian piano è diventata una passione.
Ho cominciato a studiare anche altre arti marziali, come il Karate ed il Tai Chi. Non completamente, ma in parte. Continuo a preferire però il kung fu, Wing Chun.
In ogni Città, non ci sono tanti maestri di Jeet Kune Do. Rispetto ad altre arti marziali i maestri non sono così tanti.
Forse ciò è dovuto al fatto che si tratta di un' arte marziale più recente, legata al mito di Bruce Lee. L' insegnamento di questa disciplina quindi non è molto antico.
E' un sistema di difesa efficace? E' un sistema di difesa valido, i risultati che si possono raggiungere dipendono da atleta a atleta.
Ci sono altri sistemi di difesa, come il Krav Maga, molto elaborati ed anche efficaci. Il Krav Maga è il sistema di difesa dell' esercito israeliano, per quello che ho potuto capire è più ricco di tecniche rispetto al Jeet Kune Do.
Ci sono atleti, e atleti. Atleti più preparati, e altri meno preparati. Sicuramente un ragazzino magrolino che fa Jeet Kune Do da poco tempo, non avrà le stesse capacità di un praticante esperto, che si è allenato molto anche in palestra.
L' abilità di un atleta può dipendere anche dal maestro che ha avuto. Se è stato un maestro bravo, le capacità dell' atleta in combattimento saranno notevoli.
Quando si parla di guardia, nel pugilato, si parla di attenzione, protezione e difesa. La posizione di guardia dunque è quell' atteggiamento che consente al pugile di difendersi e di attaccare agevolmente ed è la posizione in cui dovremo sempre ritrovarci dopo aver sferrato un colpo, aver effettuato una parata, una schivata o dopo qualsiasi tipo di spostamento.
Una roccaforte per essere stabile e sicura, prima di ogni cosa deve essere ben piantata sul terreno e non deve essere sbilanciata né avanti, né indietro. Ecco, il nostro corpo assumerà una posizione identica, con il peso equamente distribuito sulle due gambe.
Per assumere una corretta posizione di guardia si parte, infatti, proprio dalle gambe o, meglio ancora, dai piedi.
In questo manuale considererò ogni allievo in posizione di guardia sinistra, il che equivale a tenere il piede sinistro avanzato rispetto a quello destro. I guardia destra, anche se, secondo me, dovrebbero imparare anche loro a boxare in guardia sinistra (sempre per una questione di conoscenza), faranno gli stessi movimenti ed esercizi al contrario, considerando cioè il piede e il braccio sinistro come piede e braccio destro, stesso vale per le braccia, nel senso che il Jab, per chi si trova con il piede destro avanti, non sarà più il diretto sinistro, ma il diretto destro.
Divaricare le gambe a una larghezza uguale a quella delle spalle (40-50 cm, variabili in funzione dell' altezza del pugile) e, mantenendo la posizione, fare un passo avanti con il piede sinistro. Distribuire il peso del corpo equamente su tutt'e due le gambe.
Il motivo per cui il peso debba essere equamente distribuito, consiste nel semplice fatto che un pugile non dovrà mai trovarsi sbilanciato, altrimenti non solo non sarà in grado di portare con efficacia i suoi colpi, ma anche un leggero colpo dell' avversario potrebbe farlo ritrovare disorientato... se non per terra.
Per assorbire meglio i colpi e le spinte dell' avversario, poi, è necessario che le ginocchia siano leggermente flesse. Leggermente.
L' ultima cosa da fare per completare la corretta posizione delle gambe sarà quella di spostare appena il peso del corpo sulla gamba posteriore (dx), giusto appena, se vogliamo tradurlo in percentuale, io direi un 10%.
La cosa potrebbe sembrare un controsenso, ma non lo è.
Il motivo è presto detto: questo atteggiamento consentirà al pugile di essere sempre pronto con il suo colpo più potente e gli permetterà di eseguire gli scatti per avanzare e attaccare, arretrare o compiere qualsiasi altro spostamento con la massima rapidità.
1) Piede sinistro avanti
2) Apertura delle gambe sul piano saggittale (orizzontale) pari alla larghezza delle spalle.
3) Peso distrubuito equamente sulle due gambe.
4) Gambe leggermente flesse
5) Leggero spostamento del peso del corpo sulla gamba posteriore.
Provare a molleggiare lievemente.
(Fonte: Boxe at Gleason's GYM, autore: Wilson Basetta, Edizioni Mediterranee)
Quando ci si allena da soli, quando si comincia, non si fanno molti progressi. Allenarsi a casa per conto proprio non è semplice.
Magari si compra un libro e si cominciano a provare i primi movimenti. Si fa un po' di ginnastica preparatoria.
Pian piano però, se avete preso l' allenamento abbastanza seriamente, vi ritroverete a riflettere su come fare progressi.
E' importante comprendere le tecniche. Soltanto comprendendo le tecniche riuscirete ad imparare a dominare un arte marziale.
Le tecniche consistono in numerosi movimenti condensati. Inizialmente sembrano goffi, sgraziati, ma quando cominci ad apprenderli scoprì che in realtà non sono goffi.
Una buona tecnica comprende rapidi cambiamenti, e grande velocità. E' meglio muoversi con la rapidità di un fulmine o no?
Secondo i Cinesi, si. E' importante fare propria l' essenza delle arti marziali fino a farla diventare una seconda natura. In questo modo si può arrivare ad uno stile personale. Quando si raggiunge questo traguardo, non esistono più limiti.
Guardati dalle tecniche fisiche.
In certe arti marziali, le tecniche sono fluenti e scorrevoli. Bisogna fare però attenzione perché certe arti marziali secondo Bruce Lee somigliano ad un vino annacquato non genuino.
Altre comunicano invece una certa autenticità. Sono genuine. Nessuno ha mai attrezzato un vino annacquato.
Quali sono gli attrezzi che possono ritornare utili quando una persona si allena da sola? Esistono parecchi attrezzi.
E' molto importante la corda per saltare. Si usa molto nella boxe, ma è importante anche per chi pratica il Karate.
I piccoli pesi. Ci si può allenare anche con i piccoli pesi, esercitandosi a dare pugni. I pesi naturalmente vanno stretti nelle mani.
I guantoni. Serviranno sia per colpire il sacco, che qualche altro supporto.
Il sacco per la boxe. E' uno strumento utile, che può aiutare a sviluppare potenza e una buona reattività durante il combattimento.
Il Makiwara. E' lo strumento fondamentale, per l' allenamento del Karate, e serve a rafforzare le mani ed i piedi. Lo si può anche costruire. Si può ordinare anche in un negozio on line, che vende attrezzature sportive.
L' uomo di legno. E' uno strumento, che è utile per le persone che praticano il Kung Fu, Wing Chun.
Gli stili di Kung Fu non sono tutti uguali. Il Jeet Kune Do di Bruce Lee è uno dei migliori.
Riguardo gli stili di Kung Fu, non sono tutti allo stesso livello. Il JKD è uno dei migliori.
Per Bruce Lee, mentre certi stili di Kung Fu sono genuini, altri lasciano molto a desiderare.
L' allenamento al sacco da boxe.
Bruce Lee integrò nel Jeet Kune Do, i principi della boxe.
Per allenarsi nel Karate c' è il Makiwara, uno strumento tradizionale. Ci si può allenare anche riempiendo una pentola di sabbia.
Un sacco da boxe, può essere utile quando ci si allena da soli. Non è indispensabile però è utile.
Utilizzare un sacco da boxe, può aiutare ad aumentare la forza dei colpi. Colpendo un sacco in movimento, diventano più forti le gambe, aumenta la velocità e la precisione.
Ogni persona ha le sue ragioni per avvicinarsi alle arti marziali. Ci si può infatti avvicinare alle arti marziali per ragioni e motivi diversi.
Chi ama le arti marziali, anche il cinema di arti marziali, prima o poi comincia a studiarle.
Tante persone vorrebbero imparare a difendersi e scelgono un' arte marziale perché pensano che possa aiutarli ad acquisire conoscenze specifiche, perfette per la difesa personale.
Gli atleti che si esercitano fin da piccoli nelle arti marziali, alle volte diventano tanto da bravi da partecipare alle competizioni.
Nelle arti marziali come il Karate e il Judo, è stato sviluppato sempre di più l' aspetto sportivo.
In un primo tempo questo è stato dovuto dalla necessità di far conoscere un po' in tutto il mondo, le arti marziali. L' aspetto spettacolare delle arti marziali, ha sempre rappresentato un' attrattiva reale per molte persone. Basti pensare a sport spettacolari come il Full Contact.
C'è anche una via filosofica alle arti marziali, una via legata alla possibilità di sviluppare l' equilibrio psicofisico ed il carattere.
Poche persone studiano le arti marziali da sole, come faccio io. E' un atteggiamento un po' atipico. Però si può fare.
Cominciare fin da piccoli può di certo essere molto positivo. Basti pensare a tanti campioni o maestri di arti marziali che hanno cominciato a studiarle fin da piccoli.
Si può di certo però cominciare anche in età più adulta. Ed alle volte si possono raggiungere anche dei buoni risultati.