mercoledì 2 ottobre 2013

La difesa personale. Quale arte marziale?



Tutte le arti marziali sono nate anche per ragioni legate alla difesa personale. Basti pensare al Karate, considerato da certi, forse soprattutto in passato, un efficace sistema per trasformare le persone normali in combattenti invincibili. Naturalmente oggi si tratta di un semplice mito. 

 Oltre al Karate, anche il kung fu ed il full contact rappresentano delle ottime vie per imparare a difendersi. Il Karate è un po' la base, se si considera che le sue tecniche vengono utilizzate anche in altre arti marziali, come il Full Contact. I calci del Full Contact sono quelli del Karate, i pugni invece sono quelli della boxe. 

Anche l' aikido, arte marziale giapponese praticata da Steven Seagal, viene considerato un ottimo sistema di difesa. E' anche una delle arti marziali più spettacolari. 

 Esistono però delle arti marziali, che sono nate in un' ottica legata molto meno al concetto di disciplina marziale, o di disciplina destinata al combattimento sportivo. Sistemi che sono nati proprio per permettere alle persone di difendersi in caso di aggressione.

 Le principali sono secondo me: il Ju Jitsu moderno, il Krav Maga ed il Jeet Kune Do. 

 Con il termine Jeet Kune Do, si intende un sistema di autodifesa inventato da Bruce Lee. Il testo scritto dal maestro si può reperire in libreria o ordinare on line. 

 Il Krav Maga è il sistema di difesa dell' esercito israeliano. E' divenuto celebre grazie ad un film con Jennifer Lopez. 

 Il Ju jitsu moderno, diviso in varie scuole, viene spesso utilizzato anche dai membri della polizia.

martedì 1 ottobre 2013

Combattenti. Meglio non stilisti.



Secondo Bruce Lee, nelle arti marziali ci si fissa un po' troppo con gli stili. Gli atleti si aggrappano alle forme e questo li può limitare nel combattimento reale. 

 Essere troppo legato ad uno stile può creare un vero limite. Il livello di comprensione è più infantile. Per Bruce Lee essere maturi significa comprendersi interiormente. 

 Un atleta che riesca a superare il condizionamento meccanico, può riuscire a muoversi con semplicità. 

 Se un' azione è basata su un' idea, da essa viene prodotta altra resistenza. La conseguenza negativa è che viene a mancare la flessibilità. 

 E' importante uscire dagli schemi per adattarsi alle circostanze. La verità non è contenuta nei propri schemi. 

Bruce Lee era convinto che i modelli appresi durante lo studio delle arti marziali, potevano impedire agli atleti di conoscere se stessi. 

 Quando si studiano le arti marziali bisogna raggiungere una meta importante: diventare liberi. Una mente condizionata non è come una mente libera. 

E' importante liberarsi dei propri schemi, e del proprio passato. 

 La libertà nel combattimento, soprattutto in quello da strada, va persino al di là dei concetti di giusto o di sbagliato.

venerdì 27 settembre 2013

Kendo. Cosa è? Di cosa si tratta?



Il Kendo è un' arte marziale di origine giapponese. E' un' arte marziale basata su tecniche di combattimento, simili a quelle dei samurai. Si utilizza la Katana. Il Kendo letteralmente, sarebbe la Via della Spada. La via fondamentale delle arti marziali giapponesi è la via della spada. 

Il periodo di partenza, è il periodo Kamakura, l' uso della spada, l' equitazione, il tiro con l' arco, hanno sempre avuto importanza per la preparazione militare di diversi clan. 

 Il Kendo è stato influenzato dal buddismo zen, i samurai erano indifferenti, riguardo al rischio di perdere la propria vita. 

 A partire da quel tempo, i guerrieri si dedicarono alla pratica del Kendo e furono fondate le prime scuole. 

Sono i bokken, le spade di legno,che vengono utilizzate al posto delle Katane. Per gli esercizi più comuni si usa invece lo shinai. Viene utilizzata anche una robusta armatura (bogu). Concetti cari al buddismo Zen come il Mushin, sono stati assimilati dal Kendo. 

Equipaggiamento. 

 Cosa è lo shinai? E' la rappresentazione di una spada giapponese, formata da quattro stecche di bamboo, che vengono tenute attaccate da parti in pelle. Ne esiste anche una variante moderna. 

 Una spada di legno massiccio, chiamata bokuto, si utilizza alle volte nella pratica dei Kata. In Occidente viene chiamata bokken. 

 I colpi si portano sia con il lato, che con la punta dello shinai o del bokuto. Certe parti del corpo sono protette dall' armatura; sono le parti che fanno da bersaglio. Queste parti sono la testa, i polsi ed i fianchi. 

 La testa viene protetta da un elmo che si chiama men, con una griglia metallica, messa a protezione della faccia. 

 I polsi, le mani, gli avambracci vengono protetti da guanti di tessuto. Si utilizza un corpetto chiamato do, che protegge il torso, mentre il punto di vita e la zona inguinale sono protetti da tare. 

 La parte centrale è di solito coperta da una sorta di etichetta, nafuda in giapponese.

giovedì 26 settembre 2013

Posizioni. Controllo esecuzione.



Il baricentro si dovrebbe trovare in posizione bassa, le natiche se rivolte all' indietro potrebbero fare inclinare il dorso in avanti. Potreste quindi perdere l' equilibrio. 

 L' ossessione per la buona forma potrebbe impedirvi di realizzare nel modo giusto una posizione. E' meglio tendere bene i muscoli interni delle cosce. 

 Le caviglie non dovrebbero essere troppo rilassate. Dovrebbero essere ben ferme, altrimenti c'è il rischio di una posizione debole.

 Talloni fluttuanti. 

Quando i talloni non aderiscono completamente al suolo, la posizione potrebbe risultare debole e instabile. 

Le ginocchia e le punte dei piedi non dovrebbero essere allineate tra loro. Il ginocchio e la punta del piede della stessa gamba dovrebbero puntare sempre nella stessa direzione. Altrimenti c'è il rischio di perdere l' equilibrio. 

 Allenarsi soli. 

 Allenarvi con attenzione con un compagno, senza eccedere, vi permetterà di non farvi male. Le ferite da sport sono un problema reale, anche se non sono così frequenti. 

 Nella Kick Boxing, la ferita tipica è quella del sopracciglio. E' anche la causa più comune di arresto di un combattimento per intervento medico. 

Si tratta di un tipo di ferita che non è pericolosa come si potrebbe pensare. Quando avviene però non si può andare avanti nel combattimento, perché il sangue finisce sul viso e non si può continuare. 

Questo tipo di ferite può venire a causa delle testate. All' apparenza sono ferite da taglio, ma ciò è causato dal margine osseo dell' orbita. Alle volte è aguzzo e sporgente. 

 L' emorragia deve essere arrestata definitivamente con mezzi chirurgici. La ferita va lavata e sterilizzata, lo stesso vale per la regione circostante. Va anche rasata e lavata con l'acqua ed il sapone.

mercoledì 25 settembre 2013

Quando ci si allena da soli. L' allenamento migliore.



Ci si può allenare da soli, è possibile. Non è naturalmente la stessa cosa di allenarsi da soli. Non tutte le tecniche si possono imparare allenandosi da soli.

 Esistono tecniche che bisognerebbe studiare con un compagno. Tecniche difficili da studiare quando si è soli. 

 L' allenamento con i pesi, può essere portato avanti insieme all' allenamento normale. Quale sistema di allenamento? Vi potete iscrivere in una palestra, ma ci sono anche altre due possibilità.

 Potete comprare dei piccoli pesi – da uno, due, tre chili – per eseguire dei semplici esercizi. Questi pesi possono essere utilizzati per eseguire semplici esercizi. Questa tipologia di esercizi si può trovare anche nei libri, di arti marziali. 

 Potreste anche provare ad allestire una piccola palestra a casa vostra. Avete bisogno però dello spazio, e dovete avere anche la volontà di allenarvi. E' importante anche sapere scegliere gli attrezzi adatti. 

 Utilizzate se possibile anche un sacco da boxe. L' allenamento al sacco può tornarvi utile. 

 Se avete il tempo potete provare a fare un po' di corsa. Venti, trenta minuti, tre volte la settimana. Potete anche provare ad imparare il Tai Chi Chuan, che potrebbe servirvi. Per aumentare la concentrazione e come forma di ginnastica morbida. 

 Potete sperimentare diverse forme di allenamento fino a quando non trovate quella giusta per voi. Non necessariamente dovete allenarvi molto. Anche mezz'ora tre volte la settimana. 

 Pian piano è possibile che vi venga voglia di allenarvi di più. A poco a poco.

martedì 24 settembre 2013

Fare progressi nello studio delle arti marziali.



Studiando arti marziali da soli si può progredire nello studio delle stesse? Bisogna distinguere due casi. Quello di una persona che studia da sola e quello di una persona che frequenta una scuola ed ha un maestro. 

E' bene anche distinguere fra la capacità concreta di combattimento, la capacità di progredire nelle gare, e quella di fare progressi, sia spirituali, che filosofici. 

 Allenandovi da soli, sarete influenzati da due fattori importanti: lo studio, la volontà di andare avanti nei limiti delle vostre capacità, ed i limiti fisici. 

 Molto importanti sono anche i limiti fisici, che hanno un ruolo importante. E rappresentano un limite per il praticante. 

 Allenandovi da soli, avrete anche la possibilità di progredire nel corso degli anni, da un punto di vista filosofico e spirituale. Si impara col tempo ad affrontare le proprie paure ed a rafforzare il proprio sé. 

Potrebbe aiutarvi, studiare le filosofie orientali, come il buddismo zen. Sono parecchi i praticanti di arti marziali che si sono avvicinati a questa filosofia. L' ho fatto pure io. 

 Anche chi studia in una scuola, deve tener conto degli impedimenti che incontra, come le proprie caratteristiche fisiche.

 Lo studio in una scuola di arti marziali, avviene di solito per gradi, si migliora col trascorrere del tempo, con lo studio e l' impegno. 

 Non trascurate mai l' allenamento fisico, la palestra, anche l' allenamento con i pesi a casa, la corsa, l' uso della corda. Nella preparazione per le arti marziali è importante anche lo stretching.

lunedì 23 settembre 2013

L' equilibrio fra il corpo e lo spirito nel Jeet Kune Do.



Bruce Lee era dell' idea che l' atleta che studia il Jeet Kune Do, dovrebbe cercare di raggiungere l' equilibrio fra il corpo e lo spirito. 

 Tutte le volte che bisogn cominciare un combattimento, è importante cercare di ristabilire il proprio equilibrio. 

Il corpo deve essere difeso da una buona guardia. Il colpi dell' avversario devono essere intercettati, soltanto così ci si può difendere. 

Dovete cercare di imparare a combattere veramente, quando combattete rimanete sempre in movimento. 

I bersagli che scegliete dovete riuscire a colpirli. Non dovete fallire. E' molto importante riuscire a passare in modo immediato dalla difesa al contrattacco. 

 Osservate attentamente il vostro avversario, cercate di adeguarvi in modo da poter contrattaccare in modo efficace. 

La difesa. 

 E' importante anche studiare il modo per attaccare l' avversario. 

 Il vostro avversario dovete prevederlo, studiatene attentamente lo stile. Osservatelo nei suoi movimenti e nelle sue mosse. 

 Nell' avversario dovete anche cogliere i momenti di stanchezza, e lottate per fargli perdere l' equilibrio. Imparate a spostarvi in modo corretto, e mantenete il vostro senso dell' equilibrio. 

 La via spirituale 

 Le arti marziali oltre che come sistema di difesa personale, possono anche essere seguite come una via spirituale. 

 Questo avviene spesso attraverso la pratica dei Kata. I movimenti dei Kata vanno eseguiti in sequenza. Ciò aiuta la concentrazione. 

 Nelle filosofie come lo Zen è molto importante la concentrazione. 

 (Fonte: Bruce Lee, Jeet Kune Do, Edizioni Mediterranee)