Esistono degli attrezzi utili per l' allenamento a casa? Gli attrezzi esistono. Vediamo di parlare di qualcuno di questi attrezzi.
Un attrezzo utile è la corda per saltare. La corda si usa molto nella boxe, ed è un attrezzo utile per chi pratica il Karate.
Esiste una tipologia di allenamento che si fa con i pesi piccoli, che vengono stretti con i pugni e serve a prepararsi meglio per il combattimento.
Parliamo un attimo dei guantoni. Se dovete colpire un sacco di boxe, o qualche altro supporto utile agli stessi fini, vi serviranno i guantoni, e dovrete anche imparare a mettere delle fasciature, in modo da evitare traumi.
Il sacco per la boxe. E' molto utile, e può realmente aiutarvi a sviluppare potenza, e reattività se si presenta la necessità di un combattimento.
Il makiwara. E' lo strumento classico per chi deve dedicarsi alla pratica del Karate, e serve a rinforzare le proprie armi, cioè le mani ed i piedi. Nei libri è spiegato come si può costruirne uno. Si possono anche ordinare in qualche negozio on line.
Uno strumento che si utilizza nel Kung Fu, è l' uomo di legno. E' utilizzato nel Kung fu, Wing Chun. Su youtube ed in questo blog, potete trovare dei filmati in cui viene mostrato questo manichino.
Per quanto riguarda gli stili di Kung Fu invece, e importante ricordare che non sono tutti allo stesso livello.
Certi stili di Kung Fu, hanno qualcosa di vero, come il vino buono, altri lasciano a desiderare.
Chi studia le arti marziali, molto spesso è una persona che vuole imparare l' autodifesa. Il Karate ad esempio è uno dei più efficaci sistemi di difesa personale.
Naturalmente ci sono altre arti marziali, che sono considerate da sempre degli efficaci sistemi di difesa personale. Si tratta del Kung fu, del Ju Jitsu, del Full Contact ecc...
Anche l' aikido è un' arte marziale molto interessante; un' arte marziale giapponese, utilizzata anche come sistema di difesa. E' un sistema molto interessante.
Sono diverse, le arti marziali nate con un orientamento verso il combattimento, questo perché il concetto di difesa personale è già integrato nelle arti marziali.
Molto interessante è il Jeet Kune Do, inventato da Bruce Lee e il Krav Maga. Il Krav Maga è un sistema di difesa personale utilizzato dall' esercito israeliano.
Per quanto riguarda il Jeet Kune Do, nel suo libro Bruce Lee scrive:
Vedere una situazione semplicemente come essa è, è difficile. Le nostre menti infatti sono molto complesse – e mentre è facile insegnare una tecnica, insegnare un atteggiamento interiore è difficile.
Il Krav Maga è molto efficace e anche ricco di tecniche. Questo sistema di difesa personale è ricchissimo di tecniche.
Credo che rispetto al Krav Maga, il Jeet Kune Do è più sintetico. Riguardo a quale dei due sia più efficace non saprei dire.
Un' altra arte marziale molto efficace è il Ju Jitsu, un' arte marziale ricchissima di tecniche il cui scopo è la difesa personale.
Come scegliere un percorso, quando si comincia un allenamento nell' ambito delle arti marziali. Innanzitutto bisogna inquadrare il problema.
Il percorso di solito è standard quando si sceglie un' arte marziale tradizionale. L'evoluzione è per gradi, il maestro insegna.
Se vi allenate da soli, e cercate di fare Jeet Kune Do, il discorso è diverso. Potete anche cercare di seguire un percorso vostro.
Io ho cominciato a studiare diverse arti marziali, a comprare libri. Ho preso questa abitudine di comprare periodicamente libri di arti marziali per andare avanti nello studio.
Se fate una scelta simile alla mia, allora dovete fare però attenzione. Dovete stare attenti a non perdervi in tutti questi libri.
Potete trovare nei libri un' infinità di tecniche, ma sicuramente non potrete utilizzarle tutte. Dovrete quindi selezionare quelle adatte a voi e che vanno bene per una persona che si allena da sola.
Quando una persona comincia a studiare arti marziali avrebbe voglia di imparare tante, ma tante tecniche, se studi il kung fu vorresti imparare non uno ma diversi stili.
Sicuramente deve essere bello imparare non uno ma diversi stili. E certi maestri effettivamente hanno una conoscenza molto ampia.
Bruce Lee stesso però, nel suo libro sul Jeet Kune Do accenna alla possibilità di sintetizzare scegliendo un numero limitato di tecniche.
Questo perché nel combattimento reale, alle volte bastano poche mosse, dato che il combattimento dura poco.
Quindi anche avere un repertorio limitato di tecniche efficaci, potrebbe in certi casi andare più che bene.
I fondamentali movimenti energetici del Qi gong. Le forze in questione si muovono sia verso l' esterno, sia verso l' interno. La teoria delle cinque energie è nata dalla conoscenza di questi movimenti.
In Occidente la maggioranza degli scienziati non crede che esista il Qi. La validità del Qi gong come ginnastica morbida è però riconosciuta da tutti. Questo tipo di ginnastica è indicata persino per gli anziani.
I praticanti esperti di Qi gong, devono comprendere come utilizzare le cinque energie per curare i problemi di salute.
Metallo
L' energia del metallo ha una caratteristica fondamentale, va verso l' interno. Questa energia ha delle qualità magnetiche. Nel calendario cinese ciò corrisponde alla fase lunare calante.
Acqua
Questo tipo di energia va verso il basso. In questo stato energetico, le cose possono giungere al punto massimo di riposo e concentrazione. Si chiama anche energia della rigenerazione.
Legno
Il legno rappresenta l'energia che si espande verso l' esterno. E' un tipo di energia, legata all' equilibrio.
Fuoco
Si riferisce al fuoco interno. Questo tipo di fuoco fa nascere le facoltà emotive, mentali e spirituali. Grazie ad esso abbiamo anche coscienza.
Terra
Nel calendario cinese, l' energia Terra è legata al passaggio da una stagione ad un' altra. L' energia Terra rappresenta anche la pazienza.
Così, molti anni dopo, in seno alla famiglia del re indiano Sugandha nasce l' uomo leggendario destinato a rimanere famoso nella storia del Buddismo ed in quella del Karate. Di lui si sa che sin dalla più tenera età fu sottoposto ad un duro addestramento marziale del grande Maestro Prajnatra.
Conosciuto come Bodhidarma, Daruna Taishi, Pu Ti Ta Mo a seconda dei luoghi, il suo nome, tradotto, significa comunque Portatore della Legge. Come monaco buddista e ventottesimo patriarca Zen egli arriva in Cina nel 520 per diffondere la sua dottrina ed il suo metodo di ascesi basato sulla pratica della lotta, il suo nome quindi non potrebbe essere più appropriato.
Proprio questo induce a pensare che forse, responsabile della diffusione di queste discipline, non fosse un singolo individuo ma un gruppo, una cellula di monaci buddisti decisi a propagandare il loro orientamento filosofico. Infatti è difficile credere che un solo uomo potesse affrontare un viaggio dall' India in Cina, attraverso zone impervie infestate da belve e da briganti.
D' altra parte nelle Biografie dei Grandi Sacerdoti e nei Ricordi del Tempio di Lo Yang ci sono tracce che sembrerebbero confermare la reale esistenza di questo mitico monaco che, seppure dotato di grande carisma, non riuscendo a convertire alle sue idee l' Imperatore Wu della dinastia Liang che lo aveva accolto a Corte, contrariato si ritira a Wei in un monastero, dove passa nove anni nella più assoluta immobilità assorto nella introspezione murale, rimanendo cioè in ginocchio di fronte ad un muro.
(Karate ed olte, edizioni mediterranee, autori: Mario Morelli, Silvio Raho)
Nei Musei Vaticani una copia di un gruppo scultoreo greco dell' epoca mostra due lottatori in posizioni estremamente moderne identiche a quelle dell' attuale Karate. Le posizioni dei due contendenti sono due: uno è in Nekoashi e l' altro Zenkutsu, uno minaccia in Tetsui e l' altro scaglia un colpo di Nukite. Ogni commento è superfluo.
Ad ogni modo è lecito presumere che anche nell' antica Grecia i segreti del Pancrazio fossero noti alla casta militare per ragioni che appaiono più che ovvie. Le armi dell' epoca, per lo più di bronzo, si deterioravano rapidamente e spesso i combattimenti degeneravano in zuffe sanguinose il cui risultato veniva deciso sovente della forza dei pugni o dei calci.
Quando Alessandro parte alla conquista dell' Oriente, nel 334 a. C., porta con sé 45.000 tra fanti e cavalieri ben addestrati nell' arte della guerra e sicuramente temibili lottatori. Una vera macchina bellica che, sapientemente guidata, in breve tempo ha ragione di ogni avversario e dilaga oltre l' Indio e sino all' Oceano Indiano. Fautore di una saggia politica di fusione ed alleanza tra vincitori e vinti. Alessandro non solo sposa le figlie di vari regnanti sconfitti, esortando i suoi militi a fare altrettanto, ma annette alle proprie forze una falange battriana di 30.000 uomini ed integra la propria cavalleria con numerosi nobili persiane.
Tutto ciò deve aver favorito enormemente (sia pure in ambienti privilegiati) l' espandersi di metodiche di lotta greca nonché la loro fusione con quelle locali. Si può credere che la loro conoscenza fosse una sorta di eredità da tramandarsi di generazione in generazione e che i più appassionati cultori ne fossero gli appartenenti alle famiglie dei nobili e dei regnanti.
(Fonte: Karate ed oltre, edizioni mediterranee, autori: mario morelli, silvio raho)
Se si da credito ad un' antica leggenda, nell' India del terzo millennio a.C. Troviamo un principe interessato alla lotta ed allo studio dei movimenti di attacco e di difesa di svariati animali per trasformarli in tecniche di combattimento compatibili col corpo umano.
Per sperimentare l' efficacia di questi colpi in modo scientifico il buon principino non trova soverchia difficoltà: data la sovrabbondanza di mano d'opera il nostro eroe con una certa disinvoltura si serve dei propri schiavi facendone le cavie dei suoi cruenti esperimenti.
Il frutto di tali studi viene successivamente raccolto dalla crema della sua cavalleria: la casta guerriera Kshatriya i cui componenti ben presto divengono noti come i cavalieri dal pugno di diamante per l' effetto devastante dei loro colpi.
Intorno all' anno Mille avanti Cristo, in Grecia fiorisce il Pankration. Un tipo di combattimento a mani nude in cui tutto è permesso salvo mordere e graffiare. Se ne ha la prima notizia ufficiale nelle olimpiadi del 776 a.C. Ci sono dei buoni motivi per affermare che le sue metodiche differiscono molto da quelle odierne.
Nei Musei Vaticani una copia di un gruppo scultoreo greco dell' epoca mostra due lottatori in posizioni estremamente moderne identiche a quelle dell' attuale Karate. Le posizioni dei due contendenti sono classiche: uno è in Nekoashi e l' altro in Zenkutsu, uno minaccia in Tetsui e l' altro scaglia un colpo di Nukite. Ogni commento è superfluo.
(Fonte: Karate ed oltre, edizioni mediterranee, autore: mario morelli e silvio raho)