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sabato 23 febbraio 2013

Kung fu, allenarsi da soli. Quanto tempo è necessario per fare progressi?



Come ho già detto in un altro articolo ho cominciato a studiare il kung fu, allenandomi da solo più di otto anni fa. Oggi studio anche il Karate, in particolare lo stile Shorin ryu di Okinawa.

Quanto tempo è necessario per ottenere progressi? Io ho iniziato a comprendere che qualcosa era cambiato nelle mie capacità dopo circa due anni. Ho iniziato a rendermi conto che non ero più legato, e incapace di concepire una reazione a qualche tipo di attacco, ma avevo interiorizzato le tecniche non molto numerose di Kung fu Wing Chun che avevo appreso.

Premetto, che all' allenamento di Wing Chun ho sempre accostato, il normale allenamento con i pesi che da anni porto avanti in palestra. Ho praticato anche la meditazione Zazen, ma vi sconsiglio di provare a praticarla da soli a casa, perché se non fatta bene, potrebbero insorgere dei problemi.

Col tempo in me sono subentrati dei cambiamenti anche a livello dei miei stati mentali. Ho imparato a vivere le mie giornate più concentrato sulle mansioni che svolgevo, e a partire da un certo momento ho cominciato anche a fare molti sogni lucidi.

Non so se è accaduto anche ad altri, ma io attraverso l' allenamento sportivo ho sperimentato un vero e proprio cambiamento di consapevolezza.

Per quanto riguarda la difesa personale, non ritengo di poter contrastare un uomo armato di pistola, oppure uno armato di coltello. Non ho certo le capacità di un grande maestro. La cosa però non mi preoccupa.

Nella mia città negli ultimi dieci anni, ho assistito casualmente di sera, a molte più risse rispetto che al passato. E scoppiavano sempre non fra delinquenti, ma fra ubriaconi e balordi.

Ciò che potrebbe effettivamente capitare nelle grandi città, è proprio questo. Non necessariamente nel corso della vita si deve subire un' aggressione in grande stile con coltello o con pistola. Però potrebbe capitare di venire aggrediti da qualche psicopatico, oppure da qualche ubriacone.

In questo caso anche delle capacità di difesa personale più limitate rispetto a quelle degli esperti potrebbero ritornare utili.

martedì 19 febbraio 2013

Alcuni consigli per chi pratica il karate e si allena da solo.



Ecco una serie di consigli dati dal maestro Shosin Nagamine, a chi pratica il Karate, utili anche per chi si allena da solo.

1. Sviluppa il karate-do sulla base della sua storia e tradizione.

2. Studia e pratica i kata in modo corretto e diligente. (Per concentrare tutta la forza possibile in ogni movimento del kata, è necessaria una ripetizione costante. Il corpo deve essere bene allenato in tutta la sua interezza, e questo richiede molti anni. Anche dopo molti anni, la pratica dei kata non è ancora terminata, perché c' è sempre qualcosa di nuovo da imparare riguardo all' esecuzione di un movimento).

3. Studia e pratica il kumite (prestabilito e libero), essenzialmente non per prepararti ad un torneo, ma per acquistare il ma-ai, per sviluppare la capacità marziale di leggere i movimenti dell' avversario, e per sviluppare il kiai e la forza fisica, che non possono essere pienamente ottenuti dalla sola pratica dei kata.

4. Utilizza sempre metodi di allenamento fisico come il salto della corda, gli esercizi con la sbarra, i manubri, il chishi (un antico modello di manubrio), il sashi (impugnature fatte di ferro), ecc..., per sviluppare i muscoli e la potenza fisica

5. Impara l' uso del makiwara da ogni possibile angolo d' attacco, in modo da sviluppare l' atemi, la potenza distruttiva concentrata. Questa viene manifestata in dimostrazioni come la rottura di tavole di legno, tegole o mattoni con le mani o con i piedi.

6. Includi lo Zazen (l' addestamento Zen in posizione seduta) nella pratica del Karate per un ulteriore allenamento mentale e per comprendere come un tutt'uno l' essenza del karate-do e dello Zen.

(Fonte: Shoshin Nagamine, L' essenza del karate-do di Okinawa, Edizioni Mediterranee)