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giovedì 5 settembre 2013

A proposito del Karate-do



Stabilire chi vince o chi perde non è lo scopo ultimo del Karate-do. Il Karate-do è un' arte marziale intesa a formare il carattere attraverso la pratica, perciò il Karateka è effettivamente in grado di sormontare qualsiasi ostacolo, sia esso tangibile o intangibile. 

 Il Karate-do è un' arte di autodifesa a mani nude in cui braccia e gambe vengono preparate sistematicamente al punto che l' attacco improvviso di un avversario può essere controllato con un' efficacia non dissimile da quella che possono dispiegare le armi moderne. 

 Il Karate-do è un' attività fisica che rende il Karateka padrone di tutti i movimenti del corpo come il piegarsi, il saltare, il rimanere in equilibrio, e il muovere gli arti e il corpo in avanti e indietro, a destra e a sinistra, verso l' alto e verso il basso, liberamente e uniformemente. 

 Le tecniche del Karate-do sono controllate dalla forza di volontà del karateka e giungono al bersaglio spontaneamente e con precisione. 

 L' essenza delle tecniche di Karate è il kime. Kime significa eseguire un attacco esplosivo diretto al bersaglio impiegando la tecnica appropriata e la massima potenza nel lasso di tempo più breve. 

 Il kime si può effettuare percuotendo, colpendo di pugno o di calcio, ma anche parando. Una tecnica carente di Kime non può in nessun modo venire considerata vero Karate, e non importa quanto questa esteriormente possa sembrare tale. Le gare non fanno eccezione; tuttavia è contrario alle regole giungere al contatto vero e proprio per il periodo che ciò comporta. 

 Sun-dome significa arrestare la tecnica appena prima del contatto col bersaglio (un sun equivale a crica tre centimetri). Ma non portare una tecnica al kime non è vero Karate, e di conseguenza il problema consiste nel come sanare la contraddizione che sussiste tra kime e sun-dome. La risposta è questa: il bersaglio si stabilisce convenzionalmente appena prima del punto vitale dell' avversario. Lo si potrà allora colpire controllando nello stesso tempo il colpo, senza arrivare al contatto.

 L' allenamento trasforma le varie parti del corpo in altrettante armi che possono venire impiegate liberamente e con efficacia. Ma la qualità necessaria a realizzare tutto questo è l' autocontrollo. Per vincere occorre innanzi tutto vincere se stessi. 

 (Fonte: m.nakayama, Super Karate, Edizioni Mediterranee)

domenica 14 luglio 2013

Le cinture nel Karate e nelle altre arti marziali.



Nel Karate, così come nelle arti marziali, esiste la l' avanzamento per gradi. Questi gradi vengono rappresentati tramite cinture di diversi colori. 

 I colori delle cinture da un punto di vista della progressione per gradi non sono gli stessi in tutte le arti marziali. Possono cambiare. 

 La cintura nel karate è un riferimento che indica l'abilità, attestata dal superamento di appositi esami, nella pratica della disciplina di chi la indossa. 

 Nel 1924, Gichin Funakoshi, fondatore del Karate Shotokan, adottò il sistema dei dan dal fondantore dello judo, Jigoro Kano. 

 Egli usò un sistema di gradi con un set limitato di colori di cintura. Anche gli altri insegnanti di Okinawa adottarono questa pratica. Tuttavia il sistema di gradazione delle cinture può variare a seconda dello stile. 

Nel sistema kyū/dan i gradi per principianti cominciano con un kyū numerato in maniera crescente,(ad esempio 9 kyū) ed avanza in maniera decrescente fino al kyū di numero più basso. Il dan inizia col 1 dan (Shodan) sino a giungere ai dan di grado più elevati. I gradi sono assegnati come una cintura di colore o mudansha (uni senza dan). 

 I karateka con grado di dan sono assegnati come yudansha (possessori del rango di dan). Il yudansha porta tipicamente una cintura nera. I requisiti dei ranghi differiscono fra stili, organizzazioni e scuole. La minima età e il tempo nei gradi sono fattori promozione importanti. 

 L'esame consiste nel dimostrare le tecniche di fronte ad una commissione di esaminatori. Questa varia da scuola a scuola, ma l'esame può includere tutto ciò che si è imparato fino a quel punto oppure nozioni nuove. La dimostrazione è una domanda per grado nuovo (shinsa) e può includere: kata, bunkai, l'autodifesa, routine, tameshiwari (rompendo), e/o kumite (combattimento). L'esame di cintura nera può includere anche una parte scritta. 

I colori delle cinture sono sette, corrispondenti a diversi livelli di kyū e dan. Livelli di kyū: 

 cintura bianca, cintura gialla, cintura arancione, cintura verde, cintura blu, cintura marrone, cintura nera. 

(Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera)

mercoledì 17 aprile 2013

Differenze importanti fra il Karate ed il Jeet Kune Do.



Esistono delle differenze importanti fra il Karate ed il Jeet Kune Do. Personalmente le ritengo entrambi delle arti marziali molto interessanti.

Bruce Lee creò il Jeet Kune Do perché era molto critico nei confronti delle arti marziali tradizionali in particolare, non escludeva dalle sue critiche persino lo stile di Kung fu che aveva studiato per tanti anni il Wing Chun Kung fu.

Nel Karate è molto importante l' apprendimento dei Kata, una sequenza di posizioni e mosse che sintetizzano le tecniche dell' arte marziale. Bruce Lee non credeva nell' utilità dei Kata.

Inoltre Lee era contrario anche all' eccessiva tendenza alla formazione di schemi, nelle arti marziali. Il combattimento reale è qualcosa di spontaneo, l' artista marziale deve sapere improvvisare ed utilizzare anche tecniche, che di estetico non hanno ben nulla, se necessario. Da qui si vede la differenza del Jeet Kune Do, che Bruce utilizzava nei suoi film, e quello che probabilmente avrebbe utilizzato in un combattimento reale.

Già negli altri post ho spiegato che nei combattimenti reali, spesso si finisce a terra avvinghiati, a darsi pugni in testa, morsi ecc... Insomma uno spettacolo non bello da vedersi.

Riguardo al Karate anche se non voglio sminuire le idee di Bruce Lee, non trovo affatto che non sia una forma valida di difesa personale. L' impressione che ho maturato però, è che sia efficace soprattutto ad una certa distanza, dato che le tecniche di calcio sono molto valide, e nei primi attimi del combattimento.

Praticamente io penso che un Karateka dovrebbe riuscire ad atterrare un avversario nei primi istanti del combattimento, con uno o più calci e qualche pugno. Risolvere quindi il conflitto immediatamente. Lo vedo quindi come una difesa personale istantanea. Se l' avversario però riesce a saltarvi addosso, ed è molto muscoloso e violento, allora ci troviamo in una situazione del tutto diversa...

martedì 12 marzo 2013

Quali sono le migliori tecniche di difesa personale? Esiste un sistema perfetto?



Quello che ho compreso documentandomi in questi anni sulle arti marziali è che non tutte sono complete. Spesso gli esperti di arti marziali, scelgono di studiare vari sistemi di difesa.

Una volta si diceva per esempio che il Karate fosse la più micidiale forma di difesa personale. Indubbiamente un maestro di Karate è un combattente temibile, soprattutto quando ci si allena sul serio, le mani ed i piedi diventano delle vere e proprie armi. Prova ne è il fatto che molti maestri riescono a rompere con i pugni pure i mattoni.

Il Karate però comprende soprattutto tecniche di pugno e di mano, calci, parate, e spazzate. Praticamente non sono presenti le tecniche di corpo a corpo. Si provi ad immaginare cosa succederebbe ad un Karateka se finisse fra le braccia di un esperto di lotta greco-romana.

Un buon sistema di difesa personale dovrebbe comprendere quindi oltre alle tecniche classiche del Karate, anche le tecniche corpo a corpo. Effettivamente esistono già delle arti marziali di questo tipo.

D' altra parte arti marziali come l' aikido, splendide sotto diversi punti di vista, sono carenti proprio nelle tecniche a distanza. Quindi rappresentano il rovescio della medaglia.

Ed il Kung fu? A mio parere, in base a ciò che ho potuto vedere, non tutti gli stili presentano la stessa efficacia, anzi certi sembrano più delle forme di ginnastica.

Spesso fra l' altro nel combattimento reale si finisce a lottare per terra, quindi bisognerebbe conoscere tecniche di combattimento adatte.

Due sistemi di combattimento molto completi sono a mio parere il Krav Maga ed il Ju Jitsu. Poi c'è il Jeet Kune Do ideato da Bruce Lee. Ma in quest' ultimo caso è molto importante trovare un bravo maestro.